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ONU e ONG complici di Hamas, il gruppo terrorista palestinese che tiene in ostaggio la Striscia di Gaza. Ormai quello che era solo un sospetto si palesa chiaramente con il terzo episodio in pochi giorni di un dipendente ONU scoperto a lavorare per Hamas e a girare soldi destinati allo sviluppo al gruppo terrorista.

Ieri lo Shin Bet ha reso noto che a luglio ha arrestato Waheed Abd Allah Bossh,un ingegnere palestinese di 38 anni dipendente del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) accusato di aver fornito denaro e assistenza ad Hamas usando la propria posizione all’interno dell’organismo dell’ONU. Alcuni giorni fa sempre lo Shin Bet aveva fatto sapere di aver scoperto che Muhammad Halabi, manager della ONG World Vision aveva incanalato milioni di dollari destinati alla popolazione di Gaza nella casse di Hamas mentre lunedì scorso a finire sotto la lente dei servizi di sicurezza israeliani era stato un dipendente di Save the Children.

«Questi non sono incidenti isolati» ha detto l’ambasciatore israeliano all’Onu, Danny Danon, «ma una tendenza sistematica dei terroristi di Hamas a usare a proprio vantaggio le organizzazioni dell’Onu (e le ONG n.d.r.)».

Rights Reporter aveva già pubblicato un report nel 2013 sul business milionario degli aiuti umanitari alla Palestina al quale seguirono anche diverse azioni tra le quali una denuncia alla Commissione Europea la quale ci rispose senza però chiare nulla. Ma se la nostra attenzione era rivolta soprattutto alla distrazione di fondi per uso personale da parte della dirigenza palestinese e dagli interessi delle ONG a mantenere un livello di tensione costantemente a livelli altissimi senza che nessuno ne chiedesse conto né alla Autorità Nazionale Palestinese (ANP) né alle ONG, oggi il quadro è, se possibile, ancora più preoccupante perché viene provata la connessione tra aiuti umanitari e terrorismo palestinese, un fatto gravissimo che non può più essere ignorato e al quale si aggiunge la altrettanto gravissima posizione della UNRWA sulla quale Rights Reporter insieme a diverse organizzazioni ha aperto una campagna per la sua chiusura, un posizione quella della UNRWA di chiaro appoggio al terrorismo e di sistematico incitamento all’odio.

«Se l’Onu è veramente interessato a migliorare la vita dei residenti di Gaza deve interrompere qualsiasi rapporto con Hamas e licenziare tutti i dipendenti che fanno parte dell’organizzazione terroristica» ha detto ieri l’ambasciatore Danny Danon all’ONU. Il discorso vale in particolare proprio per la UNRWA che vista la sua posizione ha il compito di educare le nuove generazioni di palestinesi e invece di educarle alla pace e alla pacifica convivenza le alleva facendole crescere nell’odio verso gli israeliani e nel concetto del martirio con l’unico obiettivo di distruggere Israele.

Lo Shin Bet con le sue recenti operazioni ha aperto il vaso di Pandora degli interessi terroristici che si celano dietro all’enorme business degli aiuti umanitari in Palestina, ora spetta alla società civile mettere a frutto le operazioni dei servizi di sicurezza israeliani e fare in modo che questa assurda situazione arrivi a vedere la fine e che finalmente ONU e ONG lavorino per la pace e non per il mantenimento dell’attuale situazione, che sarà pure redditizia (e lo è) ma che impedisce qualsiasi passo avanti verso la pace.

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ONU e ONG complici di Hamas: ora i sospetti sono certezze

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