Pakistan: ancora donne nel mirino. Uccise 11 studentesse

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Ancora donne nel mirino del terrorismo islamico in Pakistan e ancora una volta a pagare la mentalità criminale e medioevale di queste bestie sono delle studentesse colpevoli solo di volersi evolvere e di voler uscire dal giogo islamico. 11 le studentesse uccise in un attacco avvenuto ieri a Quetta contro un autobus che trasportava le giovani donne alla Sardar Bahadur Khan Women University.

Secondo le prime ricostruzioni un ordigno posizionato all’interno dell’autobus sarebbe esploso mentre era vicino all’università femminile uccidendo sul colpo 18 persone di cui 11 studentesse. Altre 18 ragazze sono rimaste gravemente ferite e trasportate al Bolan Medical College Hospital per essere curate. E qui la fase più incredibile. I terroristi, non paghi delle ragazze uccise, hanno preso di mira anche l’ospedale dove erano state portate le ragazze ferite. Un kamikaze si è fatto esplodere all’interno dell’ospedale uccidendo altre sei persone, questo mentre altri terroristi prendevano in ostaggio alcune persone e davano il via a un cruento scontro a fuoco con le forze dell’ordine. Un altro attentatore suicida si è fatto esplodere mentre un uomo, forse un infermiere, cercava di fermarlo. L’obbiettivo dei terroristi era chiaro: volevano uccidere anche le studentesse sopravvissute al primo attentato. Nella  tarda serata di ieri le operazioni delle forze dell’ordine erano ancora in corso e il bilancio delle vittime non poteva dirsi definitivo. Ancora questa mattina la polizia pakistana cerca assiduamente alcuni uomini.

Non è ancora chiaro chi vi sia dietro all’attentato visto che la zona è interessata dalla presenza di diversi gruppi islamici e nessuno ha ancora rivendicato il massacro, ma il fatto che l’obbiettivo fossero le studentesse fa pensare che la matrice sia quella talebana visto che proprio i talebani vogliono impedire alle donne di studiare e quindi di evolversi. La zona di Quetta si trova non lontano dal confine con l’Afghanistan ed è una zona dove i talebani sono particolarmente attivi. Tutta la parte nord del Pakistan è sostanzialmente fuori dal controllo del Governo centrale e in mano alle milizie talebane che possono contare sull’appoggio di buona parte della popolazione. Il Governo del Pakistan ha cercato diverse volte di mettere fine a questo dominio non dichiarato senza tuttavia riuscirci. Nei mesi scorsi nella stessa regione i talebani avevano attaccato anche diverse scuole femminili usando gas velenosi contro le bambine, tanto che molte scuole femminili sono state costrette a chiudere perché i genitori delle bambine non le mandavano più a scuola.

Quello avvenuto ieri a Quetta è l’ennesimo episodio che dimostra come queste bestie, agendo nel nome di Allah, cerchino in tutti i modi di mantenere la donna allo status di animale e di essere inferiore, una cosa a cui il mondo non può più assistere immobile anche perché il Pakistan, una potenza nucleare, sta lentamente ma inesorabilmente cadendo nelle mani talebane.

Amina A.   

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