Palestina: Europa criminale. Dissangua la Grecia ma sperpera miliardi con i palestinesi

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Siamo stati i primi a parlare di un mare di soldi destinati alla Palestina scomparsi nel nulla. Poco tempo dopo lo confermava anche la Corte dei Conti Europea che chiedeva conto di quei soldi e consigliava l’Europa di rivedere la propria politica di aiuto nei confronti della Palestina.

Alla luce di tutto questo ci si aspetterebbe che l’Unione Europea interrompa immediatamente qualsiasi aiuto alla Palestina e che indaghi a fondo su dove siano finiti quei soldi. Come minimo ci si aspetterebbe che ne chieda conto alla ANP e a tutte quelle ONG che hanno avuto quei soldi. Invece stranamente nulla di questo è successo.

Ad una nostra precisa richiesta avanzata presso l’Unione Europea ci è stato risposto che una lettera è stata inviata alla ANP per avere chiarimenti in merito ma che da parte palestinese non è arrivata alcuna risposta. Insomma siamo di fronte a un atteggiamento arrogante da parte palestinese che non spiega che fine abbiano fatto tutti quei miliardi di dollari ma continua non solo a beneficiare degli aiuti europei, ma ne chiede addirittura di più visto che molti stati arabi, a partire dal Qatar e dall’Arabia Saudita, hanno tagliato i fondi alla Palestina.

In realtà se ci fosse veramente da parte europea la volontà di approfondire la questione, dato che quei soldi sono frutto dei sacrifici europei, basterebbe una veloce indagine non solo a livello matematico ma anche a livello bancario, per capire dove siano finiti tutti quei soldi. Basterebbe controllare il bilancio di qualche ONG e tutti i dubbi verrebbero risolti.

Invece, a distanza di mesi dalla nostra denuncia confermata dalla Corte dei Conti Europea, nulla di tutto questo è avvenuto e un fiume di soldi è continuato ad affluire verso la Palestina, il tutto mentre la stessa Unione Europea chiede rigidità ai propri membri arrivando a strangolare paesi come la Grecia .

C’è qualcosa che non va a Bruxelles, qualcosa di contorto e probabilmente legato al fatto che il fior fiore della nomenclatura europea è direttamente coinvolto in molte delle ONG che operano in Palestina.

Questa cosa non può star bene agli europei, non può passare impunemente il fatto che mentre i greci sono chiamati a immani sacrifici, fiumi e fiumi di soldi affluiscano nelle casse della ANP per poi sparire nei conti di Abu Mazen, dei figli e dei potentati palestinesi.

E quello che più fa arrabbiare è che gente importante del Parlamento italiano che in patria conduce virulente e appassionate battaglie contro la corruzione e lo sperpero dei soldi, vada in Israele, si definisca in Palestina e difenda questa manica di ladri. Sto parlando di Manlio Di Stefano e del M5S.

Per quanto tempo ancora dobbiamo sopportare tutta questa ipocrisia? Pretendiamo risposte immediate dall’Unione Europea, altro che boicottaggio dei prodotti israeliani. Pretendiamo che l’Europa prima di chiedere sacrifici ai greci e ad altri popoli europei sia inflessibile verso quella vera e propria manica di ladri che sono i palestinesi e tutte quelle ONG che ruotano attorno a questo business milionario. Diversamente nessuno si lamenti se poi la gente pensa male dell’Europa e inizia a parlare di uscirne.

Noemi Cabitza

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