Palestinesi in un grande lager a cielo aperto, ma è in Siria e non interessa a nessuno

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Quante volte abbiamo sentito dire ai tanti pacivendoli da salotto che Gaza è un lager a cielo aperto? Quante volte abbiamo visto organizzare flotille per portare aiuto alla popolazione di Gaza “assediata”? E tutto questo nonostante non sia affatto vero che a Gaza ci sia una situazione come quella descritta. Ma dei veri lager a cielo aperto dove i cosiddetti palestinesi muoiono veramente non interessa a nessuno, né ai pacivendoli da salotto e men che meno alla OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina).

E’ il caso del campo di Yarmouk, in Siria, dove a causa del blocco totale effettuato dall’esercito di Damasco i cosiddetti palestinesi muoiono letteralmente di fame. Ne sono morti di fame e di stenti 40 solo negli ultimi giorni, mentre molti altri stanno per morire. A riferirlo a Media Line è Abu Muhammed un attivista che lavora nel campo di Yarmouk e che lancia un appello alla OLP affinché intervenga subito. Nel campo di Yarmouk ci sono 170.000 palestinesi e la situazione per loro è davvero drammatica.

Interessa a qualcuno? Sembra di no. I pacivendoli, sempre pronti a organizzare flotille e incredibili “convogli umanitari” per Gaza se ne sbattono allegramente. L’OLP e la ANP nemmeno lo sapevano che Yarmouk era completamente sotto assedio o facevano finta di non saperlo. E adesso che lo sanno? Nulla, mica sono scemi a convogliare i loro soldi verso Yarmouk, meglio in qualche conto svizzero. E l’Europa di Catherine Ashton che cosa fa? Assolutamente nulla.

E noi, che qualche volta siamo ingenui, ci chiediamo come mai la sorte di 170.000 cosiddetti palestinesi non interessi a nessuno, perché un vero lager a cielo aperto com’è in realtà il campo di Yarmouk non solo non faccia notizia, ma si fa di tutto per nascondere la realtà? Ci verrebbe da dire che il motivo è che in questa tragedia non si può fare il nome di Israele e che quindi sostanzialmente non interessi a nessuno, ci verrebbe da dire che in questo caso i pacivendoli e i tanti “attivisti” pro-palestinesi non hanno nulla da guadagnare e che se si tratta di fare una vacanza in qualche hotel di lusso di Gaza sono sempre tutti pronti, ma se c’è da sporcarsi le mani se ne guardano bene. Ma non lo diciamo…..e vogliamo pensare che adesso che tutti sanno cosa avviene a Yarmouk la ANP (o OLP) manderà subito soldi per gli aiuti, che i pacivendoli organizzeranno una immensa flotilla di soccorso, che Catherine Ashton si catapulterà a Yarmouk a mostrare tutta la sua indignazione. Vogliamo pensare che Vauro farà decine di vignette che denuncino il lager a cielo aperto di Yarmouk e che sarà il primo a salire sulla flotilla che partirà per rompere l’assedio siriano. Ma come detto prima, noi a volte siamo ingenui.

Noemi Cabitza

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