Prete pedofilo coperto dalla Chiesa libero grazie alla prescrizione

Se c’è una cosa che veramente mi fa incazzare è quando un pedofilo che ha commesso decine di abusi su bambini la passa liscia grazie a un cavillo. L’incazzatura raggiunge i massimi livelli quando il pedofilo in questione è un prete e arriva all’ennesima potenza quando si scopre che a fornire i “cavilli” è stata la Chiesa.

E’ la storia di Don Lelio Cantini, ex parroco della Chiesa Regina della Pace di Firenze, che per oltre venti anni ha abusato di bambine e adolescenti  “a lui affidate nel nome della fede” dagli ignari genitori. A scriverne in 24esima pagina (sic) è La Republica che in poche righe nascoste in un trafiletto racconta la storia di questo mostro in abito talare che per un cavillo e grazie all’aiuto di “Santa Madre Chiesa” non farà un solo minuto di carcere nonostante gli orrendi crimini commessi.

Secondo il PM Paolo Canessa e il GIP Paola Belsito, le violenze sono “certe, numerose e gravissime”, solo che siccome le ultime testimonianze raccolte sulla vicenda risalgono al prima del 1993, il reato benché provato non è punibile in quanto caduto in prescrizione.

Il fatto grave è che non sarebbe finita così se la Chiesa fiorentina non fosse stata sorda alle richieste di aiuto, di giustizia e di verità giunte dai genitori delle vittime e dai magistrati. Addirittura uno dei genitori delle vittime denunciò gli abusi all’arcivescovo Piovanelli nel lontano 1975 solo che nessuno fece nulla e sulla vicenda la Chiesa stese un assordante velo di silenzio. I magistrati accusano anche il Vescovo ausiliare, Claudio Maniago, già allievo di Don Cantini, il quale non ascoltò le denuncie dei sui ex compagni di parrocchia e che, per di più, le indagini collocano al centro di un festino sado-maso nel 96.

Come si vede è un quadro squallido da dove emerge la figura dell’ex parroco che attirava i giovanissimi fanciulli addirittura con il Cantico dei Cantici e che delinea una copertura totale della Chiesa fiorentina ben lungi dalle rassicurazioni in merito alla trasparenza declamate dal Vaticano in tema di pedofilia e di crimini commessi da sacerdoti.

Quello che però è ancora più assurdo è il silenzio dei media su questa orribile vicenda che di fatto mette una pietra tombale sulle promesse vaticane in merito ai reati di pedofilia commessi dai suoi sacerdoti, un silenzio che non può essere casuale visto che la stampa italiana è prodiga nel trattare di tutto, comprese un infinità di cazzate senza alcuna importanza. Allora perché non parlare di questa cosa o relegarla a pagina 24?

Insomma siamo alle solite, in Italia quando si tratta di parlare delle malefatte della Chiesa se ne stanno tutti rigorosamente in silenzio, anche quando si tratta di crimini orribili come quelli commessi da Don Cantini.

Franco Londei

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