Primarie PD e Medio Oriente: Renzi spazza via l’ipocrisia sinistra

Secondo Bersani l’Italia oggi dovrebbe dare il suo assenso alla richiesta palestinese di essere ammessi come osservatori alle Nazioni Unite, secondo Renzi invece no. Questa è una delle principali differenze tra i due candidati alla Presidenza del Consiglio per il Centro Sinistra ma non è l’unica per quanto riguarda la politica estera.

Infatti a un certo punto del dibattito visto ieri sera su RAI 1 è emersa una netta differenza sulle ragioni che sono alla base della tensione in Medio Oriente. Per Bersani il punto focale, quello su cui ruota tutto, è il conflitto israelo-palestinese, una posizione da sempre sostenuta dalla sinistra più bieca e ipocrita. Non è così per Renzi che individua invece nell’Iran il punto focale delle tensioni.

Renzi è stato breve e coinciso nell’esporre il suo ragionamento: è l’Iran che sta dietro al riarmo di Hamas e dei gruppi terroristi di Gaza. E’ l’Iran che sostiene la Siria di Assad (di cui tutti sembrano essersi dimenticati). E’ l’Iran che controlla il Libano attraverso Hezbollah. Fine del discorso e delle ipocrisie. Mai un leader della sinistra era stato così netto e chiaro ed è forse per questo che Matteo Renzi sta così antipatico all’estrema sinistra di Vendola e a quella parte del PD ancora legata alla vergognosa immagine di D’Alema che cammina a braccetto con i leader di Hezbollah. Renzi è stato così diretto e veritiero che a un certo punto Bersani ha avuto una specie di attacco d’ira e nel replicare ha sottolineato che “la posizione del partito deve essere una sola (la sua) e che non ci può essere divisione”, come a dire “non ti permettere più di dire una cosa del genere”.

Resta il fatto, davvero storico, che finalmente un leader della sinistra (perché, volenti o nolenti Renzi è un leader) si smarca dallo stereotipo dell’arabo bello e buono e dell’ebreo brutto e cattivo, dell’arabo che ha sempre ragione e dell’ebreo che ha sempre torto e della questione palestinese come centro di gravità permanente. Un segno di maturità e coraggio che va riconosciuto a Matteo Renzi e che probabilmente gli costerà il voto egli invasati (ammesso che ce l’avesse) e di coloro che hanno i paraocchi ideologici.

Bianca B.

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