Pronti 150.000 missili per colpire Israele

«Se Israele, gli Stati Uniti o chiunque altro, attaccheranno l’Iran la nostra risposta sarà devastante. Ci sono 150.000 missili puntati su Israele». A dirlo è stato ieri il Ministro della Difesa iraniano, il Gen. Ahmad Vahidi, di fronte a una platea di 50.000 volontari dell’esercito riunitasi a Bushehr.

«Israele dovrà pagare a caro presso quello che sta facendo al mondo islamico, alla Palestina e al Libano» ha detto ancora Ahmad Vahidi ai 50.000 esaltati iraniani che erano accorsi al raduno di volontari. Tuttavia il Ministro della Difesa iraniano non ha specificato se questa grande quantità di missili pronti a colpire lo Stato Ebraico siano dislocati in Iran oppure se siano (com’è molto probabile) in Libano e in Siria.

Sabato scorso uno dei più importanti comandanti delle Guardie della Rivoluzione iraniana aveva detto che se l’Iran fosse stata attaccata avrebbe reagito attaccando e distruggendo lo scudo antimissile della NATP dislocato in Turchia affermando quindi esplicitamente che l’Iran non si sarebbe fatto scrupolo di attaccare anche “l’alleato turco” in caso di strike contro le sue strutture nucleari.

Da diversi giorni si sta assistendo a una vera e propria escalation delle minacce iraniane, sintomo questo di un profondo timore da parte degli Ayatollah che un attacco avvenga in tempi relativamente brevi. Da parte israeliana di contro non si registrano né reazioni, né commenti sull’eventuale piano di attacco. Il silenzio è calato su tutta l’operazione, fatto questo che non è un buon segno per l’Iran in quanto potrebbe essere il segnale che l’attacco si sta avvicinando.

Secondo Protocollo Israel

© 2011, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata

Recommended articles