Quando Amnesty International e Obama difendevano Boko Haram

Come squali che hanno fiutato il sangue, nei giorni scorsi non c’è stata Organizzazione o personaggio politico che non abbia voluto sfruttare a proprio favore il clamore derivato dal rapimento di centinaia di ragazza nigeriane da parte del gruppo terrorista islamico di Boko Haram.

Ieri per esempio Amnesty International ha emesso un comunicato nel quale si accusano le forze nigeriane di aver saputo quattro ore prima che i terroristi di Boko Haram avrebbero rapito le ragazze ma di non aver fatto nulla. A parte che è poco credibile che i terroristi di Boko Haram avvertano l’esercito nigeriano delle loro intenzioni, il comunicato di Amnesty è un insieme di gravissime illazioni senza alcuna prova concreta, senza nessuno che possa confermalo. E’ lo stile di Amnesty International, nulla di nuovo quindi, ma che ancora si debba prendere per oro colato quello che dice l’ormai ex Organizzazione per la difesa dei Diritti Umani è davvero un fatto curioso. Che poi la cosa strana è che nessuno ricordi ad Amnesty International che solo pochi mesi fa aveva pubblicamente protestato per la decisione del Governo Nigeriano di applicare lo stato di emergenza ai tre Stati nigeriani dove Boko Haram era più attivo, Adamawa, Borno e Yobe. Probabilmente se lo stato di emergenza fosse stato attivo e applicato in maniera rigorosa quelle ragazze non sarebbero mai state rapite. E vogliamo parlare delle continue proteste di Amnesty International contro le presunte violenze dell’esercito nigeriano nei confronti dei terroristi islamici catturati e gli inviti al dialogo? Il dialogo con gente che ammazza senza pietà donne e bambini?

A proposito di dialogo, nessuno oggi sembra ricordare quando l’amministrazione americana, oggi così impegnata per la liberazione delle ragazze rapite, chiedeva e quasi ordinava alla Nigeria di trattare con Boko Haram invece di combatterli. Allora fu Hillary Clinton a farsi portavoce dei desideri in tal senso del Presidente Obama. E fu sempre Hillary Clinton in qualità di segretario di Stato che si rifiutò di inserire Boko Haram nella lista nera dei gruppi terroristici.

Allora, noi crediamo che ci vorrebbe un tantino di coerenza nel distinguere il confine che c’è la difesa dei Diritti Umani e la difesa di chi quegli stessi Diritti Umani li viola continuamente. Non si può protestare se queste bestie, che non hanno alcun Diritto, si combattono con le armi e poi pretendere che la popolazione venga difesa. E’ una enorme ipocrisia oltre che un palese controsenso. E’ un po’ lo stesso atteggiamento tenuto sempre da Amnesty International e da Obama in Medio Oriente nei confronti di Hamas e degli altri gruppi terroristici. Almeno su questo sono coerenti.

Scritto da Sharon Levi

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