Quattro missili su Israele. E si continua a parlare di pace

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Quattro missili sono stati lanciati nella notte sulla città israeliana di Ashkelon. Due dei missili sono caduti in campo aperto, due sono stati intercettati dal sistema Iron Dome disseminando i loro detriti in tutta la città. Se non fossero stati intercettati avrebbero colpito una zona abitata.

Dopo il rapimento dei tre ragazzi israeliani e la conseguente reazione di Israele questa è la prova definitiva che il nuovo Governo di Unità Palestinese uscito dall’accordo tra Hamas e Fatah non è assolutamente un organismo di pace ma è chiaramente un esecutivo di morte e di guerra. Solo Obama o gentaglia come Catherine Ashton potavano pensare che tale Governo sarebbe stato un interlocutore di pace. Lo abbiamo visto che razza di pace vogliono i palestinesi. E lo abbiamo visto anche da parte della ANP. Ieri sulla pagina ufficiale su Facebook della ANP capeggiava una vignetta vergognosa riguardante i tre ragazzi israeliani rapiti, tre topolini con la stella di David che vengono attirati e presi all’amo. E lo ripeto, nella pagina Facebook della ANP non in quella di Hamas. Noi abbiamo inviato via Twitter l’immagine con il link alla pagina della ANP al Presidente Obama, a Papa Francesco e al Ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini, chiedendo come si possa parlare di pace con questa gente (sotto lo screenshot del messaggio). Chiaramente nessuna risposta, un po’ perché nemmeno ci considerano, un po’ perché non credo che ci possa essere una risposta. L’unica risposta forse è smetterla di parlare di pace con chi la pace non la vuole. Golda Meir una volta disse: la pace arriverà quando gli arabi ameranno più i loro bambini di quanto odino noi. Quella frase oggi dovrebbe far riflettere quei politici e religiosi che continuano a sostenere implicitamente questi assassini a cui la pace proprio non interessa.

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[glyphicon type=”user”] Scritto da Sharon Levi

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