Quella strana connessione tra aiuti umanitari ed estremismo islamico

Scorrendo i dati relativi agli aiuti umanitari nel mondo c’è una cosa che salta subito all’occhio: i primi quattro Paesi nella classifica di quelli che ricevono in assoluto più aiuti umanitari sono paesi islamici dove negli ultimi anni si è visto una forte crescita dell’estremismo.

I dati forniti da GHA (Global Humanitarian Assistence) aggiunti a quelli di World Bank che non comprendono i fondi forniti dai singoli Stati, per quanto non siano aggiornati al 2014 rendono comunque un quadro abbastanza chiaro su quali siano i Paesi che più di tutti ottengono finanziamenti finalizzati all’aiuto umanitario e allo sviluppo, cioè:

1 – Pakistan con 1,4 miliardi di dollari nel 2013

2 – Somalia con 1,2 miliardi di dollari nel 2013

3 – Palestina con 1,1 miliardi di dollari nel 2013

4 – Afghanistan con 770 milioni di dollari nel 2013

A parte il forte squilibrio che si può notare tra questi quattro Paesi e in particolare quelli Africani (per esempio la Repubblica Democratica del Congo riceve poco più di un terzo di quanto riceve la Palestina) il fatto che fa sobbalzare è come proprio i paesi che più ricevono aiuti allo sviluppo siano proprio quelli dove l’estremismo islamico è letteralmente decollato. La cosa fa pensare parecchio e in particolare ci pone una domanda: c’è un collegamento tra il denaro versato a questi Paesi per lo sviluppo e la crescita dei gruppi estremisti islamici?

Il sospetto è che la gestione dei fondi umanitari venga effettuata non da organismi indipendenti (come dovrebbe essere) ma direttamente o indirettamente dai gruppi terroristici o dalle fazioni politiche ad essi legate. La constatazione poi che nei suddetti paesi invece di assistere a un progressivo sviluppo si è assistito a una progressiva recessione del Diritto e delle libertà civili direttamente proporzionali all’avanzamento dell’estremismo islamico non fa che avvallare questo sospetto.

Quello che stiamo dicendo è che sospettiamo fortemente che gli aiuti umanitari destinati a determinati Paesi finiscano per finanziare il terrorismo e l’estremismo islamico invece che lo sviluppo.

Ci sarebbe poi da fare un ampio ragionamento sul perché i Paesi africani, che certamente hanno molto più bisogno di fondi per lo sviluppo, ne ricevano solo una minima parte rispetto a quanto ricevono i Paesi islamici. Addirittura la Palestina, come avevamo già detto, riceve un aiuto procapite (cioè per abitante) impressionante se paragonato ad altri Paesi e alla sostanziale situazione di non sviluppo riscontrata sul terreno.

La stampa internazionale e gli analisti di mezzo mondo si stanno dannando l’anima per scoprire chi finanzia i gruppi terroristici islamici e il terrorismo islamico quando probabilmente la risposta è proprio davanti ai nostri occhi. Nelle prossime settimane cercheremo di capirci qualcosa di più potendo beneficiare dell’aiuto di alcune organizzazioni internazionali che in questo momento di stanno ponendo la nostra stessa domanda. Ma soprattutto cercheremo di capire chi gestisce tutti questi fondi e l’uso che ne fa.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

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