Quelle tre dita davanti al forno che non possiamo dimenticare

A volte il destino può essere bizzarro o, come pensiamo, può rispettare delle scadenze ben definite. Ieri era l’anniversario del rapimento di Gil-Ad Shaer, Naftali Frenkel e Eyal Yifrah, i tre ragazzi israeliani rapiti e poi barbaramente uccisi da Hamas e proprio ieri la persona che si era resa protagonista di uno degli episodi più vergognosi e oscuri riguardanti questa brutta storia è stata finalmente fermata dalle autorità israeliane.

Coincidenza o cosa voluta? Non lo sappiamo, quello che sappiamo è che la “signora” in oggetto non aveva i permessi per risiedere in Cisgiordania (tanto meno in Israele) e che ci sono dei fatti da verificare legati proprio al rapimento e l’uccisione dei tre ragazzi israeliani su cui ci siamo espressi lo scorso anno e che ancora non sono stati debitamente approfonditi.

Quello che è certo è che non possiamo dimenticare quelle tre dita alzate davanti al forno, non possiamo dimenticare quella malcelata soddisfazione diventata velocemente virale e che maldestramente la “signora” in oggetto ha cercato di giustificare quando non poteva più difendersi.

Ora non sappiamo esattamente cosa accadrà. L’ipotesi più gettonata è che venga semplicemente espulsa e rimpatriata, ma ci permettiamo di dissentire da questa rapida e indolore soluzione. Crediamo invece che le autorità israeliane (ma anche quelle italiane) debbano approfondire con molta attenzione i legami di questa “signora”, che debbano analizzare con attenzione la sua pagina su Facebook dove, tra le altre cose, potranno trovare diverse notizie palesemente false e anche cose molto interessanti per stabilire il suo ruolo e le coperture di cui godeva.

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