Quello che non c’è nella “manovra salva Italia”

Ieri sera il Premier Monti  ha presentato quella che lui stesso ha definito la “manovra salva Italia”. Su quelle che sono le misure comprese in questa manovra “lacrime e sangue” potrete trovare tutto in rete (qui un esempio). Noi però vorremmo concentrarci su quello che non c’è in questa manovra e che invece ci si aspettava.

Iniziamo dalla nota dolente per eccellenza: i tagli alle spese della politica. Abbiamo apprezzato l’annuncio di Monti di limitare le giunte provinciali in attesa di una legge costituzionale che abolisca del tutto le province, ma non è abbastanza. Ci si aspettava un impegno serio alla riduzione dei parlamentari, allo snellimento delle regioni e dei consigli regionali, ad una forte diminuzione degli stipendi dei consiglieri regionali (una Minetti o un Trota che prendono oltre 150.000 euro lordi l’anno sono un vero insulto) ed a una generale cura dimagrante di tutto il sistema. Niente è stato detto a tal proposito.

Dopo i tagli alla politica ci aspettavamo i tagli al settore della Difesa. Il nostro Paese non si può permettere il lusso di spendere oltre 20 miliardi l’anno per la difesa (più vari sforamenti di spesa). Prima di andare a toccare le pensioni, il Premier Monti doveva tagliare quei 20 miliardi che non portano alcun beneficio al Paese (ma su questo ci torneremo).

Monti aveva parlato molto di sviluppo. Al momento, salvo qualche provvedimento di liberalizzazione, non abbiamo visto niente che assomigli ad una vera politica di sviluppo. Anzi, se proprio vogliamo essere onesti, i provvedimenti sin qui presi assomigliano più a provvedimenti recessivi.

Per far cassa si era parlato anche di dismissioni del capitale dello Stato. Il valore del capitale statale si aggira intorno ai 500 miliardi di euro, una cifra più che sufficiente a fare una manovra di puro incasso senza andare a toccare pensioni e stipendi. Perché non se ne parla più?

Infine,a parte un accenno nel discorso introduttivo di Monti, non abbiamo visto provvedimenti per colpire seriamente l’evasione fiscale, anzi, si è passati da una ipotesi di limitare l’uso dei contanti a 300 euro (forse esagerato per tanti motivi) alla decisione di portare questo limite a 1000 euro. Un favore a coloro che non fanno scontrini. Per il resto il nulla.

Mi fermo qui limitandomi a evidenziare solo le “mancanze” più evidenti, ma potrei continuare a lungo. Ammetto che 15 giorni di governo sono davvero pochi per imbastire una manovra d’emergenza che comprenda anche le cose sopra descritte, ma ameno ci si aspettava un impegno serio in tal senso. Invece non mi è parlo di cogliere da parte del Premier alcun accenno in tal senso. Non voglio (e non posso) criticare un Governo di emergenza chiamato a risolvere i gravissimi problemi lasciati da anni e anni di malapolitica e di corruzione (altro punto dolente non toccato), ma mi sarebbe piaciuto che in concomitanza della presentazione di questa manovra “lacrime e sangue” fossero stati pubblicamente presi impegni seri per altre misure che non tocchino sempre la povera gente.

Bianca B.

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