Quello della Turchia è un vero attacco al Kurdistan non allo Stato Islamico

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La Turchia sta portando un vero e proprio attacco massiccio contro il Kurdistan e non contro lo Stato Islamico. Secondo fonti di intelligence turche citate dal quotidiano Hurriyet Daily News nelle ultime ore almeno 30 aerei F16 turchi hanno condotto massicci bombardamenti su presunte posizioni del PKK uccidendo 190 persone e ferendone almeno 300. Tra di loro ci sarebbero molte donne e bambini.

Le cosiddette “postazione del PKK” sono in realtà molto spesso dei villaggi posizionati nel Kurdistan turco e iracheno, villaggi dove la maggioranza della popolazione è composta da donne e bambini essendo gli uomini impegnati nei combattimenti con lo Stato Islamico.

Siti web curdi e filo-curdi oscurati

In contemporanea con gli attacchi aerei ai villaggi del Kurdistan la Turchia ha oscurato diversi siti web curdi e filo-curdi tra i quali Rudaw, BasNews, DİHA, ANHA, daily Özgür Gündem, Yüksekova Haber, Sendika.Org e RojNews. Chiunque dall’interno della Turchia cerchi di accedere a uno di questi siti web si trova un messaggio della Turkey’s Telecommunications Directorate (TİB) dove si dice che “il sito web è stato bloccato per ragioni amministrative”. L’intento del Governo turco è palese, impedire che i turchi sappiano quello che sta avvenendo in Kurdistan. La decisione di oscurare siti web che possano fornire informazioni diverse da quelle governative è una decisione tipica dei regimi dittatoriali e, soprattutto, è una decisione tipica di una situazione di guerra. Diverse testimonianze riportano anche la difficoltà da parte degli utenti turchi di accedere anche ai social media quali Twitter e Facebook.

Attacchi allo Stato Islamico sporadici e su obbiettivi insignificanti

Mentre gli attacchi turchi al Kurdistan si moltiplicano quelli allo Stato Islamico rimangono invece del tutto sporadici e per lo più diretti contro obbiettivi insignificanti, spesso addirittura disabitati. Dal 25 luglio, cioè da quando è iniziata l’offensiva turca, gli obbiettivi del Daesh colpiti dai caccia turchi sono meno di una ventina contro gli oltre 200 obbiettivi curdi. Un decimo.

Silenzio di Stati Uniti ed Europa

A questo quadro che delinea una chiara aggressione della Turchia nei confronti dei combattenti curdi impegnati contro lo Stato Islamico si contrappone un assordante silenzio di Stati Uniti ed Unione Europea, un silenzio vergognoso che dimostra come la Turchia abbia la completa approvazione di Washington e Bruxelles in questa aggressione. Il dato di fatto si scontra con la dichiarata intenzione di combattere il Daesh che invece viene clamorosamente avvantaggiato dalla aggressione turca al Kurdistan. Un comportamento francamente incomprensibile sia a livello militare che politico.

Articolo scritto con il contributo di Rudaw Agency

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