Questa volta Israele sbaglia: è scontro sulla annessione della Valle del Giordano

Il Ministro della Giustizia nonché responsabile dei colloqui con i palestinesi, Tzipi Livni, è letteralmente furiosa per l’approvazione da parte della commissione ministeriale di una bozza di legge che di fatto comporterebbe l’annessione da parte di Israele della Valle del Giordano.

israele-tzipi-livni-valle-del-giordanoLa questione non è semplice e porta il governo israeliano di fronte a un bivio, quello di continuare i colloqui con i palestinesi senza tenere conto degli insediamenti nella Valle del Giordano, oppure di favorire i coloni, di porli sotto la legge israeliana ma di interrompere qualsiasi possibilità di colloqui con la controparte palestinese.

Nella complicata questione della Valle del Giordano si insinua poi la delicata faccenda che riguarda la sicurezza di Israele. Secondo alcune indiscrezioni infatti il piano di pace che presenterà John Kerry i primi giorni del 2014 prevede la cessione di una buona fetta della strategica Valle del Giordano alla nascitura Palestina ma allo stesso tempo lascerebbe il controllo della sicurezza di quelle aree all’esercito israeliano. Una soluzione subito bocciata dalla Autorità Nazionale Palestinese (ANP) che ha rilanciato chiedendo truppe NATO al posto di quelle israeliane. La mossa attuata ieri da alcuni componenti del Governo israeliano, quella sopra descritta di una annessione di fatto della Valle del Giordano, mirerebbe quindi a tagliare la testa al toro anche se nei fatti vorrebbe dire la fine dei colloqui con i palestinesi e sicuramente l’apertura di uno scontro con la comunità internazionale.

Come detto la Livni è letteralmente furiosa e afferma che «questa strategia è disastrosa perché porta all’isolamento internazionale di Israele» e aggiunge che «non solo danneggia l’economia israeliana, ma distrae fondi a favore dei coloni e a discapito dei cittadini israeliani e mette ancora più a rischio la sicurezza di Israele». Tzipi Livni sostiene infatti se qui fondi destinati ai coloni fossero dirottati all’abbassamento dei prezzi degli alloggi in Israele il costo sarebbe notevolmente ridotto invece di essere alle stelle com’è oggi. Non solo, la Livni dice che se i tanti soldati dell’IDF che sono impegnati nella difesa delle colonie venissero impegnati nella sicurezza dei confini, Israele sarebbe molto più sicuro.

Ora, noi abbiamo sempre difeso Israele e le sue scelte di sicurezza, ma adesso ci chiediamo se era veramente necessario approvare questo disegno di legge e se Israele debba continuare a rimanere ostaggio di pochi coloni ultra-ortodossi. Dando per scontato che il controllo militare della Valle del Giordano è comunque un elemento indispensabile per la sicurezza di Israele, non era forse il caso di aspettare la proposta di Kerry e rimandare così la palla in campo palestinese? Anche diplomaticamente sarebbe stato molto più intelligente e avrebbe permesso di andare a vedere l’eventuale (certo) bluff palestinese. Invece si è voluto assurdamente forzare la mano isolando Israele a livello diplomatico. Un autogol che Israele potrebbe pagare a caro prezzo.

Sharon Levi

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