Quirinale di nuovo a Napolitano: governissimo di garanzia

E alla fine la montagna ha partorito il topolino. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha detto sì al reincarico, dopo le pressanti richieste ricevute dalle forze politiche per tutta la mattinata. La rielezione si potrebbe avere sin da oggi con la sesta votazione.

QUIRNALE: IL SETTENNATO DI RE GIORGIO /SPECIALECome si è arrivati a questo? Premetto che non mi sento di condannare la scelta fatta dalle forze politiche escluso il Movimento 5 Stelle. L’Italia in questo momento ha bisogno urgentemente di un Governo e stare dietro alle sparate grilline abbiamo visto che non conviene, come ci dimostra la fine fatta da Bersani. Non si poteva continuare senza Governo e senza Presidente della Repubblica. Grillo non pensa al Paese e continua imperterrito con la sua politica della distruzione e della negazione. Lo dimostra anche, nel suo piccolo, la continua richiesta di votare Rodotà, una chiara operazione di disturbo indirizzata al Partito Democratico, una operazione per altro perfettamente riuscita e che probabilmente porterà alla cannibalizzazione del PD da parte del Movimento 5 Stelle. Qualcuno la definita una OPA, una scalata ostile al Partito Democratico.

E adesso? Beh, spero che Giorgio Napolitano prima di accettare la rielezione abbia preteso precise garanzie in merito alle cose da fare. Prima di tutto un Governo di garanzia che faccia subito le riforme necessarie al Paese. Vedremo cosa faranno i grillini quando si tratta di fare sul serio. Una nuova legge elettorale, la riduzione delle spese, il dimezzamento dei parlamentari, l’abolizione delle province. E poi un programma serio di sviluppo che comprenda anche un allentamento della pressione fiscale. Francamente sono queste le cose che chiede il Paese. Tutto il resto è fuffa.

Immagino che Grillo, Casaleggio e tutta la truppa grillina faranno il diavolo a quattro, ma dovranno buttare giù il boccone. In un Paese democratico è la maggioranza che decide e non quattro gatti sul web che peraltro nessuno sa quanti siano ne come siano stati conteggiati i loro “voti”. E’ la democrazia bellezza.

Carlotta Visentin

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