Ragazze rapite in Nigeria: 100 giorni con il demonio

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Sono passati esattamente 100 giorni da quando i demoni islamici di Boko Haram hanno rapito 200 ragazze dalla scuola di Chibok, nel Borno State. Vorrei ricordarlo a tutti quelli che nel frattempo se ne sono dimenticati dopo l’iniziale corsa alle dichiarazioni e ai messaggi su Twitter.

Qualcuna di quelle ragazze è riuscita a liberarsi da sola, ma la maggioranza di esse sono ancora nelle mani dei terroristi islamici e, con molta probabilità, sono abusate o sono state vendute come schiave.

Dove sono finite tutte le dichiarazioni di aiuto? Dove sono i soldati americani promessi dal Presidente Obama. Mica saranno quei 200 che nemmeno sono in Nigeria? E gli aiuti promessi dalla Francia? Le intelligence occidentali che avevano promesso persino l’uso dei satelliti? Dove sono ora a più di tre mesi da quell’orribile rapimento?

Nessuno sembra più interessarsi di queste ragazze, nessuno sembra più nemmeno interessarsi di Boko Haram e delle sue continue stragi. Ieri i terroristi islamici hanno conquistato una delle più importanti città del nord della Nigeria, altro che lotta al terrorismo. Nelle ultime settimane hanno massacrato centinaia di civili senza che nessuno ne facesse parola, senza che la “grande stampa” ne scrivesse una riga.

Le anime belle mondiali, quelle delle campagne mediatiche “umanitarie” hanno spostato la loro attenzione su Gaza, ammesso che l’abbiano mai distolta, mentre in Nigeria gli stessi estremisti islamici che difendono a Gaza massacrano senza pietà, rapiscono e vendono come schiave centinaia di ragazzine. Cambia il nome, ma non la base costituente. Si può essere più ipocriti?

[glyphicon type=”user”] Scritto da Claudia Colombo

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