Ragazzi rapiti: la reazione di Israele

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Posti di blocco sul confine tra Israele e West Bank
Posti di blocco sul confine tra Israele e West Bank

Mentre il mondo fa finta di nulla e la stampa internazionale ignora quasi completamente il rapimento dei tre ragazzi israeliani (che Hamas nel suo sito continua a definire “soldati”), Israele reagisce nell’unico modo possibile cioè con ampie ricerche e arresti di sospetti.

Nelle ultime ore l’esercito israeliano ha dato il via ad una vasta campagna di ricerca nella West Bank durante la quale sono stati arrestati circa 70 sospetti, tutti appartenenti ad Hamas e alla Jihad Islamica. Tra di loro spiccano i nomi di Firas Jarrar, Samir Abu Shueib, Nasser Abu Eisha, Anas Raddad, Talal Abu Asab, Abdullah Bani Audah, Ahmad Nabhan, Ahmad Awwad, Ahmad al-Bayari, Ahmad Malaysha, Huthayfa Salamah, Ahmad Hamdanah , Muhammad Sawalha e Muhammad Daghlas, tutti membri attivi di Hamas in Cisgiordania. L’obbiettivo è quello di fare terra bruciata intorno ai rapitori e di individuare il luogo dove vengono tenuti i ragazzi rapiti. Altre perquisizioni sono in atto questa mattina in diverse aree della West Bank. I militari del IDF, coadiuvati da agenti dello Shin Bet, hanno perquisito anche la casa del deputato palestinese Fathi Qarawi. La perquisizione arriva dietro precisa segnalazione del coinvolgimento del deputato nel rapimento. Fathi Qarawi non è stato tuttavia arrestato anche se lo Shin Bet ha trovato in casa sua indicazioni giudicate “molto importanti”.

Sigillato completamente il confine con la Striscia di Gaza e chiusi tutti i varchi che portano verso la Penisola del Sinai. La sensazione molto diffusa tra gli inquirenti israeliani è che i ragazzi siano tenuti prigionieri a Gaza. I sequestratori hanno avuto diverse ore prima che scattasse l’allarme generale ed è ormai quasi certo che l’azione fosse pianificata da tempo e che non sia frutto del caso.

Sul lato prettamente politico il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha parlato al telefono per diverse volte con il Presidente della ANP, Abu Mazen, ribadendo il concetto che il nuovo Governo di Unità Nazionale Palestinese, di cui Hamas fa parte, deve ritenersi responsabile della sorte dei tre ragazzi. Ci sarebbe stato anche un interessamento da parte del consolato americano in Israele in quanto uno dei tre ragazzi rapiti è un cittadino americano, ma a dire il vero non è che questo “interessamento” sia stato particolarmente approfondito. Evidentemente il fatto che il ragazzo sia ebreo ha il suo peso.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F.

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