Ragazzo palestinese ucciso: la differenza tra un paese civile e un gruppo di barbari

“Restiamo Umani” recita una frase di un famoso attivista filo-palestinese. Ma sarebbe più corretto dire “diventiamo umani”. Perché un popolo che rende eroi chi ammazza a sangue freddo giovani innocenti, persino bambini nella culla non può essere umano.

Se quanto emerso oggi dalle indagini sulla morte di Mohammed Abu Khdeir, il giovane ragazzo arabo ucciso la scorsa settimana, venisse confermato sarebbe invece la dimostrazione lampante che un popolo umano gli assassini li cerca e li incarcera, non ne fa degli eroi.

E’ questa la differenza che c’è tra il restare umano e l’essere disumani, la differenza che c’è tra l’essere civile e il non esserlo.

Noi, come potete vedere, non abbiamo perso un attimo a dare la notizia dell’arresto dei presunti assassini del ragazzo, e questo nonostante avessimo sostenuto con veemenza il contrario ancora non ci sia nulla di certo. E’ normale per una informazione “umana” ammettere di aver sbagliato (sarebbe la prima volta che sbagliamo). Noi non facciamo come taluni (a partire da gente importante come Human Rights Watch) che danno volontariamente notizie false e faziose e quando vengono smentite non fanno nemmeno un trafiletto di rettifica. E se qualcuno, come Gad Lerner, ci da dei faziosi ne siamo contenti. Siamo assolutamente faziosi quando si tratta di difendere la civiltà e la democrazia contro l’inumanità del terrorismo. Ma non ci tiriamo indietro nella condanna anche di chi credevamo innocente. NOI NON LO FACCIAMO perché siamo umani. Adesso aspettiamo che anche gli altri divengano umani.

[glyphicon type=”user”] Sharon Levi

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