Raid aereo israeliano in Siria dopo colpi di mortaio sul Golan

Dopo una giornata di alta tensione lungo il confine con Gaza a seguito del lancio di un razzo e della successiva risposta israeliana, la tensione cresce improvvisamente anche sul confine nord, quello con la Siria, dove ieri sera alcuni colpi di mortaio sono caduti in territorio israeliano.

La risposta israeliana è stata immediata e alcuni jet della IAF hanno colpito la postazione di mortai siriani da dove erano partiti i colpi.

In un comunicato diffuso in nottata l’IDF ha specificato che seppur ritenendo i colpi di mortaio come «frutto del conflitto in Siria» e quindi non volontariamente sparati contro il territorio israeliano ha precisato che «Israele ritiene il regime siriano responsabile di qualsiasi azione proveniente dal suo territorio e non tollererà alcun tentativo di minare la sovranità di Israele e la sicurezza dei suoi cittadini».

I caccia israeliani hanno colpito la postazione di mortaio siriana dopo che era stato accertato che i colpi provenivano proprio da quella postazione. Non risultano esserci vittime tra i militari siriani e al momento non si conosce la reazione del regime siriano.

Quella di ieri è stata la prima vera giornata di tensione su più fronti da quando il Ministro della Difesa, Avidgor Lieberman, ha preso la guida dell’importante dicastero israeliano. Lieberman al momento della sua nomina aveva promesso il pugno di ferro contro qualsiasi attacco verso il territorio israeliano. Ieri su Gaza sono stati compiuti oltre 50 attacchi come risposta al lancio di missili, tanto da far scattare la dura protesta della Turchia che ha pesantemente criticato gli attacchi israeliani ottenendo una durissima replica da Israele che attraverso un comunicato del Ministero degli Esteri ha fatto sapere che «la normalizzazione dei rapporti tra Israele e Turchia non significa che rimarremo in silenzio di fronte alle su condanne (della Turchia n.d.r.) senza fondamento. Israele continuerà a difendere i suoi civili dal lancio di razzi contro il suo territorio in conformità con il Diritto Internazionale e con la nostra coscienza».

Redazione

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