Raid turchi in Kurdistan: 390 morti e 400 feriti. Ma di attacchi al Daesh non c’è traccia

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Secondo fonti turche citate dall’Agenzia di Stato Anadolu nei raid turchi contro il PKK sarebbero rimasti uccisi almeno 390 combattenti curdi e 400 sarebbero rimasti feriti. Nei comunicati diffusi dal Governo turco non si fa alcun cenno ad attacchi contro il Daesh il che rende l’idea di come la Turchia non sia affatto impegnata a combattere lo Stato Islamico ma che l’impegno turco è concentrato solo contro le milizie curde che proprio il Daesh combattono.

Le agenzie turche non menzionano nemmeno le vittime civili dei raid aerei contro il Kurdistan, vittime che pure ci sono come dimostrano le testimonianze raccolte.

Ieri, a seguito delle molte polemiche scoppiate per i bombardamenti turchi contro le milizie curde, il Pentagono ha fatto sapere che “la Turchia è fermamente impegnata nella guerra contro il Daesh” e che “inizierà i raid aerei contro lo Stato Islamico non appena saranno definiti i parametri della sua collaborazione con la coalizione che combatte i terroristi islamici”, un modo piuttosto ridicolo di giustificare la totale mancanza di attacchi contro i terroristi dello Stato Islamico.

Nel frattempo i radi aerei contro il PKK continuano sia in territorio siriano che iracheno. Gli ultimi la notte scorsa hanno colpito postazioni curde nel nord del Kurdistan iracheno. Anche in questo caso fonti locali parlano di diverse vittime civili.

Redazione

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