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Un rapporto dello Shin Bet presentato ieri mette in guardia sul pericolo rappresentato da Hamas nonostante quello attuale sia il periodo più “tranquillo” degli ultimi anni.

A presentare il rapporto alla Knesset è stato ieri il capo dello Shin Bet, Nadav Argaman, il quale oltre a fare un dettagliato rapporto sulle operazioni effettuate dallo Shin Bet ha parlato anche dei potenziali rischi rappresentati da Hamas e dalle altre organizzazioni terroristiche presenti nella Striscia di Gaza.

Secondo quanto riferito da Nadav Argaman da ottobre 2015 le forze di sicurezza israeliane hanno sventato circa 240 attacchi terroristici. In particolare dall’inizio del 2016 sono stati sventati 11 attacchi suicidi, 10 tentativi di sequestro di persona e oltre 60 attacchi con armi da fuoco. Secondo lo Shin Bet la maggior parte degli attacchi sventati ed effettuati sono stati coordinati da Hamas, per questo il servizio segreto interno invita a non abbassare la guardia in merito al gruppo terrorista che tiene in ostaggio la Striscia di Gaza anche se l’apparente calma sul fronte di Gaza potrebbe indurre a pensarla diversamente.

Il pericolo maggiore, secondo lo Shin Bet, non proviene da Gaza ma arriva dall’area sotto controllo della Autorità Nazionale Palestinese (ANP) dove ad eventuali dimissioni di Abu Mazen potrebbero seguire feroci lotti interne tra le fazioni palestinesi. Hamas lavora sistematicamente per destabilizzare la Cisgiordania e per prenderne il controllo e questo, avverte Nadav Argaman, rappresenta un pericolo molto serio per la sicurezza di Israele. In particolare, avverte lo Shin Bet, Hamas sta cercando disperatamente di alzare la tensione sul Monte del Tempio per scatenare una “vera” terza intifada su base religiosa, la più temibile.

Nadav Argaman ha avvertito anche che la “quiete apparente” sul fronte di Gaza nasconde in realtà pericoli molto seri. Anche se la maggior parte degli attacchi provenienti dalla Striscia di Gaza (circa 80) sono stati effettuati da organizzazioni minori e non da Hamas, i terroristi palestinesi stanno lavorando alacremente per ricostruire la rete dei tunnel del terrore e per portare devastanti attacchi alla popolazione civile israeliana. «Hamas è in forte difficoltà su tutti i fronti» ha detto Nadav Argaman alla Knesset. «Sul fronte sunnita ha perso tutti gli appoggi mentre dal fronte sciita (Iran) non riesce a ricevere le armi e il denaro che gli necessitano a causa dei controlli stringenti». Tuttavia, avverte Nadav Argaman, nonostante le divisioni interne ad Hamas il gruppo terrorista palestinese mantiene intatta tutta la sua pericolosità e sarebbe un errore sottovalutare l’apporto sotterraneo fornito ad Hamas dall’Iran, sia a Gaza che in Cisgiordania.

Ed è proprio sulla situazione in Cisgiordania che lo Shin Bet appare più preoccupato. A parte il già citato tentativo di Hamas di infiltrarsi nella West Bank si segnalano diversi altri gruppi terroristici in forte crescita, gruppi come la Jihad Islamica o come Harakat al-Sabireen direttamente legati agli Ayatollah iraniani.

Scritto da Sarah F.

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Rapporto dello Shin Bet mette in guardia sul pericolo Hamas in Cisgiordania

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