Relazione Shin Bet: Hamas punta alla Cisgiordania. Sventati decine di attacchi

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Gerusalemme – Il Direttore dello Shin Bet, Nadav Argaman, ha presentato la sua relazione annuale davanti al Comitato per gli affari esteri e difesa della Knesset e non sono mancate le sorprese.

Parlando di fronte al Comitato per gli affari esteri e difesa della Knesset il Direttore dello Shin Bet, Nadav Argaman, ha detto che nel 2016 per la prima volta in 30 anni non un singolo israeliano è stato ucciso da attacchi terroristici provenienti dalla Striscia di Gaza precisando però che se questo è avvenuto non è perché Hamas non ci abbia provato ma perché la vigilanza interna è stata molto efficace.

Nella relazione annuale vi sono tuttavia diverse note preoccupanti come per esempio quella che vuole Hamas impegnato a organizzare attacchi dalla Cisgiordania e l’ipotesi, tutt’altro che peregrina, che il gruppo terrorista che tiene in ostaggio la Striscia di Gaza sia concentrato su due fronti, quello di Gaza dove però non è pronto e quello più preoccupante che vede Hamas tentare di prendere piede in Cisgiordania.

Nel 2016 lo Shin Bet ha sventato 184 attentati con armi da fuoco, 16 attentati suicidi e 16 rapimenti. Altri 84 attentati “improvvisati” sono stati evitati grazie alla vigilanza dello Shin Bet. Nel corso dello scorso anno sono stati arrestati 1.035 sospetti terroristi e smantellate 114 cellule terroristiche, il 62% in più rispetto all’anno precedente che aveva visto lo smantellamento di “sole” 70 cellule terroristiche.

Ma il vero punto preoccupante che emerge dalla relazione dello Shin Bet è quello che riguarda lo sforzo da parte di Hamas di mettere le mani sulla Cisgiordania, uno sforzo che negli ultimi mesi è aumentato considerevolmente. «Hamas si è trovato isolato e in difficoltà strategica, per questo punta a minare la situazione in Cisgiordania e a prenderne il controllo» ha detto Nadav Argaman al Comitato per gli affari esteri e difesa della Knesset, aggiungendo che negli ultimi mesi il pericolo di attacchi dalla Cisgiordania è aumentato considerevolmente.

Nel 2016 sono stati uccisi 16 cittadini israeliani e uno straniero in attacchi terroristici mentre i feriti sono stati 149 tuttavia, come già detto, per la prima volta in 30 anni nessuno cittadino israeliano è stato ucciso da attacchi provenienti da Gaza.

Da Gaza sono stati sparati 23 razzi nel 2016, una media di circa due al mese il che fa dire che la situazione è “piuttosto calma”. Tuttavia secondo lo Shin Bet la “calma” sul fronte di Gaza è dovuta soprattutto alle attuali difficoltà di Hamas che non vuole alzare troppo la tensione con Israele e non quindi alla mancanza di volontà di colpire i cittadini israeliani. La maggior parte degli attacchi provenienti da Gaza è attribuibile ai gruppi salafiti e non ad Hamas che però rimane responsabile di tutto quanto avviene nella Striscia.

Possibili attacchi durante le feste di Pasqua

Il Direttore dello Shin Bet ha poi avvisato che il rischio di attentati da parte di Hamas durante le feste di Pasqua “è molto elevato”. La strategia di Hamas è quella di scatenare scontri su vasta scala tra israeliani e palestinesi. Anche in questo caso però il rischio che gli attacchi provengano dalla Cisgiordania è molto più elevato di quello che provengano da Gaza. Tra i giovani palestinesi in Cisgiordania è sempre più diffusa la mentalità che l’unico modo di cambiare le cose sia quello di usare la violenza e per questo le idee stragiste di Hamas attecchiscono molto facilmente.

Infine il Direttore dello Shin Bet ha ammonito che il crollo della situazione umanitaria a Gaza potrebbe spingere Hamas ad aumentare la violenza fino ad arrivare a un vero e proprio conflitto, e ha invitato la Knesset a prendere le misure necessarie per evitarlo.

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