Renzi e gli sfigati del PD. E’ l’ora delle decisioni

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Ieri mi sono goduta l’accoglienza riservata a Matteo Renzi dal popolo pesarese. Il sindaco di Firenze era a Pesaro per partecipare al festival di Popsophia e parlare di accoglienza da popstar e davvero riduttivo. Si è visto e toccato con mano il consenso che raccoglie Renzi tra la gente di ogni colore politico.

L’intervista di Monica Maggioni , direttore di Rai News 24, è stata poi la ciliegina sulla torta che ha mostrato un Matteo Renzi davvero arrembante e deciso nel vedere finalmente una Italia all’altezza delle proprie aspettative senza la necessità di genuflettersi di fronte a nessuno. Renzi ha fatto alcune considerazioni davvero interessanti che però descrivono un Partito Democratico chiuso a riccio su se stesso, intento più a impedire l’ascesa dello stesso Renzi e quindi a mantenere le poltrone, piuttosto che a fare il bene del Paese e, magari, a vincere veramente le elezioni.

Ed è questo ,secondo me, il problema principale: il soviet supremo del PD non vuole Matteo Renzi. Preferisce perdere di nuovo ( o pareggiare) le elezioni piuttosto che lanciare il sindaco di Firenze verso la Presidenza del Consiglio e la guida del Paese. Non è bastato vedere i danni provocati da Bersani, che per altro torna come uno zombie in maniera ricorrente a fare danni, non è bastato essere costretti a governare con Berlusconi a causa degli errori di Bersani e dei post-comunisti che piuttosto che andare a prendere i voti a destra hanno preferito governarci (con la destra) per poi magari piangere un giorno si e l’altro pure sul latte versato. No, a questi non è servito, vogliono ancora dettare legge, essere protagonisti, magari perdenti ma sempre protagonisti.

E allora mi domando e domando a Matteo Renzi: cosa ci sta a fare in un partito i cui vertici fanno di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote quando, al contrario, la gente lo ama e lo osanna? Cosa ci sta a fare con un gruppo di sfigati perdenti che sono riusciti a non vincere nemmeno quando avevano a disposizione un rigore a porta vuota? Cosa ci sta a fare in un partito che governa con Berlusconi e nel frattempo fa l’occhiolino a Grillo? Cosa ci sta a fare con gente che andava a braccetto con i terroristi di Hezbollah?

Credo che Matteo Renzi debba arrivare a una decisione definitiva e che lo debba fare in fretta: restare nel PD con gli sfigati di turno con il rischio di ritrovarsi bruciato, oppure creare una sua formazione politica moderata? Chi mi legge sa che da sempre io sono per questa seconda eventualità e ieri questa mia convinzione è stata rafforzata dalle parole di Renzi, parole di verità e concrete, non proclami di partito. E nel vedere la reazione della tantissima gente comune accorsa all’evento pesarese, ripeto, gente di destra e di sinistra, davvero mi piange il cuore sapere che Matteo Renzi rischia seriamente di restare nell’ombra del soviet supremo del Partito Democratico. E’ un cosa che proprio non digerisco. Sapere che c’è un uomo che da solo potrebbe ottenere una maggioranza bulgara (reale, non come quella sognata dal comico genovese) con consensi da ogni elettore di qualsiasi schieramento e che proprio per questo i suoi compagni di partito cercano di farlo fuori, mi manda letteralmente in bestia. E spero che prima o poi mandi in bestia anche Renzi e che questa cosa, evidente, gli faccia aprire gli occhi e prendere finalmente la giusta decisione.

Bianca B.

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