Renzi fa paura a Grillo. E il Fatto Quotidiano si scatena. Ma dove sono i conti del M5S?

VERONA: INIZIO TOUR CAMPAGNA ELETTORALE PER LE PRIMARIE PER MATTEO RENZI

Renzi inizia a far paura a Grillo e così il comico genovese e il suo sponsor, Casaleggio, scatenano l’organo di stampa semi-ufficiale del M5S, il Fatto Quotidiano. Non siamo ancora al martellamento in stile “Il Giornale” o “Libero” ma vedrete che mano a mano che si avvicineranno le prossime elezioni la pressione aumenterà.

L’attacco a Renzi prende spunto dalla pubblicazione sul sito della Fondazione Big Bang del rendiconto dei finanziamenti ricevuti dal sindaco di Firenze per le primarie. Infatti, come promesso, Matteo Renzi ha reso pubblici i nomi di coloro che hanno contribuito alla sua campagna elettorale in occasione delle primarie del PD. Solo che al Il Fatto trovano di che lamentarsi in quanto sono passati tre mesi dalla fine delle primarie e cercano in tutti i modi di screditare i finanziatori di Renzi come quando fanno riferimento ad Alfredo Romeo oppure quando mettono in evidenza l’appartenenza sociale dei finanziatori come se fosse sbagliato accettare fondi da società importanti. La cosa, a giudicare dai soliti commentatori probabilmente grillini, gli riesce anche almeno per quello che si legge sui commenti che sfiorano il complottismo più bieco.

Non mi dilungherò sui finanziatori di Renzi (qui trovate l’elenco completo) ma vorrei ricordare agli scrivani de Il Fatto Quotidiano che il loro protetto, Beppe Grillo, non ha ancora pubblicato alcuna lista dei suoi finanziatori né alcun rendiconto nonostante, mi pare, lo avesse promesso. Ennesima prova che la trasparenza nel M5S è solo una utopia, fumo negli occhi dei farlocchi.

Certo che il fatto che un articolo del genere esca all’indomani degli ultimi sondaggi SWG che danno il Movimento 5 Stelle in forte calo mentre sanciscono un quasi plebiscito per Renzi leader, da parecchio da pensare. Non vorremmo che la macchina del fango in versione grillina si fosse messa in moto. Non che la cosa preoccupi più di tanto, ma anche alla ipocrisia ci dovrebbe essere un limite.

Carlotta Visentin

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