Repubblica Centrafricana: cristiani sterminati nel silenzio dell’Europa

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Se cade un sasso a Gaza scuote l’Europa e Catherine Ashton si catapulta a vedere cosa è successo, ma se un manipolo di criminali musulmani tenta di fare un genocidio di cristiani in Africa a Bruxelles nemmeno se ne accorgono, figuriamoci l’inutile babbiona inglese.

E’ quello che sta avvenendo in Repubblica Centrafricana dove l’unica a intervenire è stata la Francia che da giorni lancia appelli su appelli all’Europa affinché coordini una linea di intervento e si dia da fare per evitare uno spargimento di sangue già in atto da mesi e che rischia di diventare una marea rossa di sangue cristiano.

Ma siccome la Repubblica Centrafricana non è Gaza e i negracci cristiani non sono i poveri martiri palestinesi, non frega niente a nessuno se qualche “buon musulmano” decide di mettere a ferro e fuoco un intero Paese e di dare la caccia a milioni di fedeli cristiani solo perché credono in Gesù Cristo piuttosto che in Allah.

Ma questo non si può dire ad alta voce perché rovinerebbe la giornata ai burocrati di Bruxelles troppo impegnati dietro all’inutile questione palestinese. Così si preferisce far passare il messaggio che i “bravi musulmani” non massacrano i cristiani della Repubblica Centrafricana perché portano la croce al collo ma solo perché sono “poveri banditi mercenari che siccome non hanno avuto lo stipendio dal dittatore Michel Djotodia sono stati da quest’ultimo autorizzati a depredare tutto il possibile, a violentare e ammazzare”.

Secondo l’Unione Africana, che sta vagliando un intervento, nei villaggi periferici sarebbero avvenute vere e proprie carneficine di fedeli cristiani da parte delle milizie islamiche, i Seleka, agli ordini del dittatore Michel Djotodia. Gli unici a difendere i cristiani sono le milizie di auto-difesa, i cosiddetti Anti-Balaka, cristiani organizzati ma poco armati, gente che va con i macete contro i mitragliatori.

Come detto, per adesso solo la Francia si è presa la briga di intervenire con qualche centinaio di soldati nel tentativo di fermare la carneficina. Ma come per l’intervento (sempre francese) in Mali, l’Europa si è girata dall’altra parte. E checcavolo, mica stiamo parlando di poveri palestinesi, questi sono negracci, poveri e pure cristiani. Cosa gliene può fregare a Bruxelles di questi sfigati? La Baronessa Ashton poi non andrebbe mai a confondersi con questi mezzi babbuini di centrafricani, tanto più che il marito non ha alcun interesse da quelle parti altrimenti magari un piccolo sforzo lo potrebbe pure fare.

E così il povero Francois Hollande si ritrova a urlare nel deserto, a chiedere all’Europa una mano per fermare il massacro di cristiani in Repubblica Centrafricana senza però trovare nemmeno una misera sponda. Che cavolo, mica son palestinesi!

Miriam Bolaffi

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