Repubblica Centrafricana: è di nuovo guerra. Migliaia in fuga

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E’ di nuovo guerra nella Repubblica Centrafricana. Un’alleanza formata da tre gruppi ribelli ha attaccato e conquistato diverse città nel nord del Paese costringendo alla fuga migliaia di civili. Le città cadute in mano ai ribelli sono Ndélé, Sam-Ouandja, Ouadda, Bamingui e Bria.

Il nuovo gruppo ribelle, denominato “Seleka CPSK-CPJP-UFDR”  è formato dall’unione dei gruppi ribelli Wa Kodro Salute Patriotic Convention (CPSK) guidato da Nureldine Adam, dal CPJP guidato da Dhaffane Mohamed Moussa e infine dal Union of Democratic Forces for Unity (UFDR) guidato da Michel Djotodja. I primi due gruppi avevano firmato una tregua con il Governo centrale che durava dal 2007, tregua rotta a causa del fatto che le richieste dei ribelli non sono state accolte.

Medici Senza Frontiere (NSF), la Croce Rossa Francese e il Danish Refugee Council, che da anni operano in quell’area, hanno ritirato il loro personale mentre il coordinamento per gli aiuti umanitari delle Nazioni Unite in un comunicato ha fatto sapere che al momento si registra uno spostamento di massa della popolazione verso la città meridionali che però non sono attrezzate per accogliere una massa di rifugiati così grande. Secondo l’International Crisis Group l’avanzata dei ribelli è così veloce e ben organizzata che tutta la Repubblica Centrafricana è a rischio.

Secondo fonti dei ribelli, decine di militari sarebbero stati uccisi negli scontri mentre i prigionieri in mano ai ribelli sarebbero un centinaio. Per ora nelle città finite in mano ai ribelli non vengono segnalate violenze ai danni della popolazione civile ma il rischio per i civili è altissimo. Per oggi è prevista (ma deve essere confermata) una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per discutere della nuova crisi africana.

Claudia Colombo

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