Ridurre i benefici agli immigrati prima di intaccare il Welfare

In Italia ci sono solo tre categorie che per una legge non scritta non si toccano. La prima è la casta politica, la seconda è quella dei dipendenti statali e la terza è quella degli immigrati. Voglio per ora sorvolare sulle prime due (ne parlano in tanti e non sempre a ragion veduta) e rompere il tabù di affrontare il problema del costo degli immigrati. Lo voglio fare perché proprio in questi giorni il Governo sta per rivoluzionare tutto il sistema di Welfare e nel farlo intende ancora una volta colpire i più deboli, cioè gli invalidi.

Ho parlato, non a sproposito, di voler rompere un tabù perché ogni volta che uno prova a dire qualcosa sugli immigrati come minimo si becca l’accusa di essere razzista, se poi a farlo è uno che dice di voler difendere il Diritto, peggio ancora. E invece io non ci sto più a tutta questa ipocrisia e voglio diventare per un attivo “egoista”, cioè voglio pensare ai Diritti dei cittadini italiani prima di pensare a quelli degli stranieri. Veramente lo dovrebbero fare i politici, ma visto che non lo fanno da qualcosa bisogna partire.

Dicevo della riforma del Welfare. Il Governo Monti, nel suo procedere unicamente ai tagli sui servizi essenziali e sulle pensioni, sta pensando di andare a rivoluzionare il sistema del Welfare abbassando o addirittura tagliando l’assegno di accompagnamento degli invalidi. Per addolcire la pillola fanno sapere che saranno quelli che hanno i redditi più alti a subire il taglio, ma se andiamo a vedere quelli che loro intendono “redditi alti” sono veramente al limite della povertà, quindi parliamo di un taglio molto importante di un Diritto fondamentale quale è l’assistenza alle persone colpite da invalidità. In sostanza questo Governo continua a colpire in maniera discriminatoria le fasce più deboli della popolazione.

La cosa è di per se intollerabile, ma lo è ancora di più se andiamo a vedere dove il Governo non taglia. Come ho detto lasciamo agli altri il compito di parlare di tagli alla politica e al pubblico impiego (vedrete come queste due categorie non verranno toccate), quello di cui voglio parlare è il capitolo relativo ai tagli dei benefici per gli immigrati.

Per esempio, sapevate che se un immigrato con regolare carta di soggiorno fa arrivare in Italia i suoi genitori (con più di 65 anni) può chiedere (pretendere) per loro un vitalizio senza che essi abbiano mai versato un soldo di contributo? Ebbene si, l’IMPS eroga ben 7.156 euro l’anno (550,5 euro al mese per tredici mensilità) ai genitori degli immigrati in Italia che ne fanno domanda (vedi la nota 1 in coda). E magari, una volta avuto il vitalizio, se ne tornano al loro Paese dove con quella somma ci vivono da signori (alle spalle nostre). Perché? Perché agli italiani si chiedono sacrifici quando si spendono cifre enormi per garantire pensioni a stranieri che non hanno mai versato un soldo di contributi?

Vogliamo parlare poi dei contributi economici che gli stranieri nullatenenti o in difficoltà finanziarie (magari con 4 o 5 figli) percepiscono dai comuni? Parliamo di cifre enormi. Ci sono giunte segnalazioni nelle quali si parla di “favoritismi verso gli stranieri mentre si lasciano all’abbandono le famiglie italiane in difficoltà”. Questo è del tutto intollerabile.

Ritengo che, senza dover essere tacciato di razzismo, in un moment come questo i cittadini italiani debbano venire prima di quelli stranieri. Rivendico con forza il Diritto di difendere i Diritti (mi si passi il gioco di parole) dei cittadini italiani. Come non si possono accettare gli sprechi della pubblica amministrazione così non si possono accettare che cittadini stranieri nel nome di un ipotetico Diritto usurpino dei loro Diritti i cittadini italiani, perché se si parla di revisione del Welfare senza intaccare prima le uscite per garantire alcuni benefici agli immigrati, si commette l’ennesimo abuso sui cittadini italiani e questo noi, come associazione che ha per statuto la difesa dei cittadini italiani, non lo possiamo tollerare. Prima di ridurre le garanzie ai cittadini italiani si riducano quelle di coloro che italiani non lo sono. Certo, è un discorso egoistico, lo ammetto, ma permettete che per una volta anche noi italiani si sia egoisti e si pensi prima a noi stessi.

Roberto Delponte

NOTA 1L’extracomunitario regolare, dopo aver fatto venire in Italia i congiunti, manda i familiari o il familiare ultra- 65enne all’Inps. Qui l’interessato autocertifica l’assenza di reddito oppure dichiara la pensione minima nello Stato di provenienza – che deve essere certificata – e il gioco è fatto. L’Inps a quel punto eroga 395,6 euro al mese di assegno sociale, più 154,9 euro di importo aggiuntivo. In totale 550,5 euro per 13 mensilità quindi 7.156 euro l’anno, esentasse. In sostanza genitori, nonni e parenti tutti over 65 di lavoratori extracomunitari, percepiscono i 7.156 euro all’anno, senza aver mai versato alcun contributo all’Inps.

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