Rivolta della base leghista: altro che duro, ce l’abbiamo moscio

Solo due giorni fa il leader leghista, Umberto Bossi, dichiarava vittoria sulla mozione libica ribadendo che la Lega ce l’aveva ancora duro. Peccato che i fatti gli abbiano dato completamente torto e nel volgere di poche ore i proclami di vittoria sono diventati evidentemente e palesemente ridicoli.

Se ne accorta anche la base leghista che ieri su “Radio Padania” ha di nuovo attaccato la leadership leghista accusandola di essersi “romanizzati” e “ladronizzati”, specie dopo che la Lega ha accettato senza battere ciglio la nomina dei nuovi sottosegretari voluta da Berlusconi per pagare il debito che aveva nei confronti di coloro che gli permettono di rimanere a galla. Alla faccia della cura dimagrante parlamentare promessa da Bossi prima delle elezioni. Il Governo Berlusconi rischia di sorpassare persino quello di Prodi che aveva fatto il record delle poltrone con 102 “magna magna”. E se ne aspettano altri dieci e forse più, sempre per pagare quel debito.

Il malcontento però non c’è solo nella base della Lega, qualche mal di pancia inizia ad arrivare anche dalle fila parlamentari dove diversi deputati, pur continuando ad obbedire agli ordini del “capo”, iniziano a chiedersi perché continuano a sostenere questo Governo da operetta, il “Governo Scilipoti”. Va bene il federalismo, ma il prezzo che la Lega e il Paese stanno pagando a questo “federalismo incompiuto” inizia ad essere davvero troppo. Ne vale la pena quando si può ottenere il federalismo (magari anche meglio di questo) per altre vie?

E così la base della Lega straccia virtualmente le tessere su Radio Padania e si accorge che invece che avercelo duro ce l’hanno moscio più che mai. E nemmeno una cura intensiva a base di Viagra potrà farglielo tornare duro. Ci vorrebbe un po’ di coraggio, ma sembra che Bossi & C. lo abbiano lasciato nelle valli padane invece che portarselo a Roma. Li ci sono solo le poltrone.

Brigitta Donati

© 2011, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata