Rohani e il teatrino iraniano

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Hassan Rohani è dovuto andare a parlare in TV per difendere l’accordo raggiunto dall’Iran con le potenze mondiali del 5+1 sul proprio programma nucleare. A quanto sembra infatti i pasdaran fanno il diavolo a quattro e parlano di “cedimento alle pressioni internazionali”.

Povero Rohani, preso tra due fuochi gli rimane solo l’appoggio della comunità internazionale che vede in lui un fantomatico “moderato innovatore”.

In realtà siamo di fronte al più classico dei giochi politici, quello che per usare un esempio da film poliziesco potremmo definire “la tattica del poliziotto buono e del poliziotto cattivo” dove Hassan Rohani fa il poliziotto buono e i pasdaran fanno il poliziotto cattivo. Ma, come nei film polizieschi, alla fine poliziotto buono e cattivo giocano nella stessa squadra per lo stesso obbiettivo.

Che l’accordo sia buonissimo per l’Iran lo sanno anche i pasdaran, solo che qualcuno a Washington si è svegliato e ha visto che Obama aveva sostanzialmente venduto il mondo alle prepotenze iraniane e sta cercando di metterci un pezza. Così i pasdaran giocano la carta dell’estremismo e vogliono far passare una legge che imponga al Governo iraniano di arricchire l’uranio al 60% nel caso qualcuno (gli Stati Uniti) impongano nuove sanzioni all’Iran. E’ la classica minaccia malcelata.

Naturalmente il poliziotto buono, Hassan Rohani, fa finta di lottare contro questa decisione che dice “potrebbe mettere a repentaglio l’accordo raggiunto con il gruppo dei 5+1 e aiutare i nemici (sionisti n.d.r.)” e dalla TV si rivolge alla popolazione iraniana illustrando i risultati raggiunti, ma in realtà non fa altro che lanciare un avvertimento agli USA, cioè “se il Senato USA introduce nuove sanzioni all’Iran i poliziotti cattivi imporranno una accelerazione al programma nucleare iraniano”.

E’ tutto un teatrino, persino grottesco, ma che visti i precedenti rischia di ottenere i risultati voluti, cioè che l’accordo/non accordo rimanga esattamente com’è.

Nel frattempo in Iran fanno anche sul serio e nei giorni scorsi si sono ripetute le riunioni dei vertici della Guardie della Rivoluzione per decidere nuove tattiche di intervento in Siria e in Iraq senza trascurare il Libano. E così tra un teatrino e l’altro l’Iran sta incendiando mezzo mondo.

Adrian Niscemi

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