Rohani e Obama si parlano, ma fanno i conti senza Khamenei

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Ieri il Presidente americano, Barack Hussein Obama, e la sua controparte iraniana, Hassan Rohani, si sono parlati al telefono. E’ la prima volta in 30 anni che ciò avviene. Immediate le reazioni positive da tutto il mondo. Rohani su Twitter ha scritto anche che “oggi (ieri n.d.r.) è un giorno bellissimo”.

Bene, facciamo finta di fare le colombe, facciamo finta di credere che veramente Hassan Rohani sia intenzionato a normalizzare l’Iran, a rinunciare alle armi atomiche, a concedere finalmente Diritti Umani al popolo iraniano, a rinunciare all’idea di distruggere Israele e a rinunciare a finanziare i gruppi terroristici. Insomma, facciamo finta di dare fiducia a Rohani e di credere alle sue buone intenzioni. Fatto questo una domanda ci sorge però spontanea: qualcuno glielo ha detto al Grande Ayatollah Ali Khamenei che Rohani vuole rinunciare alla bomba atomica? Qualcuno ha avvisato Khamenei che Rohani vuole dare più Diritti alle donne iraniane, aprire a internet, smettere di finanziare e armare Hezbollah e Hamas e che soprattutto non ha più intenzione di distruggere Israele o, come lo chiamano loro, “il regime sionista”? No perché in Iran nessuno fa niente senza il permesso di Ali Khamenei e al momento non ci risulta che il Grande Ayatollah abbia deciso di rinunciare alla bomba, a finanziare i terroristi e tantomeno a distruggere Israele. Figuriamoci concedere Diritti alle donne o ad allentare la morsa del regime sul popolo iraniano.

Sappiamo che Obama crede alle parole di Hassan Rohani e con il Presidente americano un po’ tutto il mondo. Sappiamo che ieri prima di telefonare a Rohani il Presidente Obama ha avvisato il Governo israeliano in merito alle sue intenzioni. Quello che non sappiamo è se Obama creda veramente alle parole di Rohani, se sia minimamente diffidente oppure crede alla buona fede del Presidente iraniano ma si rende conto che a comandare in Iran non è Rohani ma Khamenei.

Sempre facendo finta di essere colombe, proviamo a immaginare che l’ipotesi più plausibile sia l’ultima, cioè che Obama (e con lui il mondo) creda alla buona fede di Rohani ma sa che a comandare in Iran è Khamenei. Come spera che, pur con tutte le buone intenzioni, Rohani riesca a convincere gli Ayatollah e il Coniglio Supremo della Rivoluzione iraniana a rinunciare a tutto quanto detto sopra? Spera forse che Rohani riesca a cambiare le cose in Iran e magari a togliere potere a Khamenei e agli Ayatollah del Consiglio degli esperti? La cosa ci sembra piuttosto improbabile.

E allora, finendo di far finta di essere colombe e tornando realisti, come si può sperare che Hassan Rohani sia effettivamente sincero quando è chiarissimo, lampante, che a comandare in Iran non è lui ma Ali Khamenei, quello che è stato eletto Guida Suprema (Grande Ayatollah) al posto di Ali Montazeri perché quest’ultimo si era rifiutato di ordinare il massacro di migliaia di oppositori politici, cosa che Khamenei ha fatto invece con estremo piacere? Come si può realisticamente pensare questo se si vive nel mondo reale e non in quello delle favole?

Noi ci abbiamo provato a fare le colombe, a fare gli ottimisti. Ma non appena i neuroni si sono ricollegati al cervello la dura realtà è tornata subito a palesarsi. Quando accadrà che i neuroni di Obama (e del mondo) si ricollegheranno al cervello?

Miriam Bolaffi

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