Romney: sfida a Obama anche sulla politica estera

Mitt Romney ha chiuso la convention repubblicana di Tampa, Florida, che lo ha incoronato sfidante ufficiale di Barack Hussein Obama. Nel suo discorso di accettazione della candidatura e di chiusura della convention, durato una quarantina di minuti, Romney ha attaccato la politica fallimentare di Obama.

Il discorso si è concentrato molto sulla politica interna americana e sulla fallimentare gestione della crisi economica da parte della Amministrazione Obama, ma non è mancato un duro seppur breve attacco alla politica estera del Presidente USA.

Verso la fine del suo discorso Mitt Romney ha infatti fatto cenno “all’abbandono degli amici dell’America” da parte di Obama. Un chiaro riferimento (anche se non esplicitato chiaramente) alla difficile situazione tra Israele e Iran. Romney ha nominato esplicitamente solo il programma nucleare iraniano e ha detto che Obama non ha fatto abbastanza per fermarlo rendendo gli Stati Uniti un Paese meno sicuro.

In queste elezioni americane la politica estera è un argomento secondario che ancora non è stato affrontato come si deve da nessuno dei due candidati. Tuttavia rimane un argomento importantissimo specie per i repubblicani, molto più attenti dei democratici alle minacce esterne. E’ possibile che Romney tenga questa carta come jolly da giocare nel finale della corsa alla Casa Bianca visto che a livello di politica estera Barack Hussein Obama è stato del tutto fallimentare.

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