Scandaloso comportamento del Ministro La Russa ad Anno Zero

Qualcuno ancora ha il coraggio di chiamarli “Onorevoli”. Altri sostengono che “questo Governo dialoga con la società civile”. Bene, se quello che abbiamo visto ieri sera ad Anno Zero è il campione del dialogo che questo Governo ha con la società civile, stiamo freschi.

Premessa: fatto salvo il concetto che la violenza sia da condannare sempre e comunque e che quindi coloro che il 14 dicembre hanno messo a ferro e fuoco la Capitale debbano essere perseguiti e immediatamente isolati, è scandaloso che gli scontri di Roma vengano strumentalizzati per sminuire quando non sputtanare la legittima protesta degli studenti italiani. Fatta questa doverosa premessa, quello che abbiamo visto ieri sera ad Anno Zero non è identificabile in un comportamento che ci si aspetta da un Ministro della Repubblica. E’ un fatto del tutto fuori da ogni canone di educazione civile.

Durante l’intervento di uno studente il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si è lasciato andare a insulti senza contegno sia verso il ragazzo che verso tutti coloro che avevano legittimamente manifestato contro il Governo. Una cosa mai vista prima e che dimostra come sia praticamente impossibile stabilire un qualsiasi contatto con questo Governo. Vedere un Ministro della Repubblica impedire a un ragazzo di esprimere le proprie opinioni apostrofandolo ripetutamente come “vigliacco” in un crescendo che ha rasentato il delirio, è veramente brutto, soprattutto se si pensa che questi “Onorevoli” rappresentano il nostro Paese nel mondo e che percepiscono uno stipendio (e che stipendio) per “lavorare per noi”, perché anche se ce lo dimentichiamo spesso, loro lavorano per noi (o almeno così dovrebbe essere). Ma quello che fa più impressione è vedere come sia impossibile imbastire una trattativa con chi non sente ragioni e vuole imporre a tutti gli altri la sua ideologia. Vedere uno spaccato di regime come quello che si è visto ieri sera ad Anno Zero ci deve far seriamente riflettere su chi ci governa e su come usano il loro potere anche per intimidire gli interlocutori.

Quello che doveva fare (o che avrebbe dovuto fare) ieri sera il Ministro La Russa era stare ad ascoltare un cittadino italiano che aveva delle questioni serie da porre al Governo, questioni che non sono personali ma che riguardano milioni di persone. Invece cosa ha fatto il Ministro della Difesa? Non è stato ad ascoltare definendo “un comizio” quello che stava dicendo con molta educazione il ragazzo e passando poi agli insulti. Non è così che si deve comportare una persona che è al servizio dei cittadini e che viene profumatamente pagato per questo. Certo, il Ministro poteva non essere d’accordo con quanto diceva il ragazzo, ma c’è modo e modo per dissentire. In un Paese normale, in una Democrazia, oggi sarebbero fioccate le richieste di dimissioni per La Russa. Invece, anche sui media non di regime, silenzio assoluto. E’ così che si permette ai regimi di imporre la loro logica senza il normale dialogo democratico.

Voglio chiudere questa riflessione con un post scriptum che non riguarda direttamente i fatti di ieri sera, un fatto importante che è passato quasi inosservato ma che, secondo me, è di particolare importanza. A un certo punto il ragazzo ha detto che i soldi per l’università si potevano trovare evitando di comprare i caccia bombardieri per l’aeronautica italiana. Sia La Russa che Nicola Porro si sono scandalizzati per questa affermazione sostenendo che una cosa del genere avrebbe fatto chiudere Finmeccanica e mandato a casa qualche migliaio di operai. La domanda allora è: ma noi, la guerra in Afghanistan la facciamo per mantenere il posto agli operai di Finmeccanica?  In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, dove si taglia tutto, dove le forze dell’ordine non hanno i soldi per la benzina, noi spendiamo quasi venti miliardi di euro per mantenere Finmeccanica? Mi piacerebbe avere una risposta sensata a questa domanda.

Carlo Alberto Cecchini

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