Se Grillo e Casaleggio fossero poveri

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Se invece di essere milionari, Grillo e Casaleggio fossero due poveri Cristi potrebbero vedere molto meglio la situazione in cui il Movimento 5 Stelle sta mettendo il paese con la sua linea politica del no a tutto, del vaffanculo a tutti e dell’immobilità assoluta.

Se Grillo e Casaleggio fossero poveri vedrebbero i milioni di invisibili della recessione, quei milioni di nuovi poveri a cui non frega niente delle sparate di Grillo ma chiedono subito interventi risolutivi.

Se Grillo e Casaleggio fossero poveri sentirebbero le grida di dolore delle migliaia di esodati (nemmeno mai nominati dal M5S) che chiedono a gran voce di non essere dimenticati.

Se Grillo e Casaleggio fossero poveri sentirebbero le centinaia di migliaia di piccoli artigiani costretti a chiudere perché ridotti sul lastrico e ai quali non importa niente della TAV, della riduzione degli stipendi parlamentari, del fotovoltaico, del conflitto di interessi di Berlusconi, dei trolls e delle puttanate che Grillo scrive ogni giorno sul suo blog.

Se Grillo e Casaleggio fossero poveri vedrebbero le decine e decine di suicidi da povertà che ogni giorno avvengono nel nostro Paese e invece di fare i congelatori della politica proporrebbero leggi e azioni concrete volte a uscire dalla crisi e ad aiutare i milioni di italiani in difficoltà.

Se Grillo e Casaleggio fossero poveri si renderebbero conto che il Paese è al tracollo, alla canna del gas, e che non può più sottostare ai loro giochini politici che portano solo all’immobilismo.

Se Grillo e Casaleggio fossero poveri saprebbero che la gente tirerà fuori i bastoni solo se si andrà a nuove elezioni e non a causa di “inciuci”. E a prendere le bastonate saranno loro.

Ma Grillo e Casaleggio non sono affatto poveri, sono milionari. Loro non hanno il problema di non sapere con cosa fare la spesa questa mattina, non hanno il problema di non poter pagare le bollette e non tremano ogni volta che vedono un pulmino dell’Enel nel timore che ti vengano a staccare la luce. I loro figli hanno ogni ben di Dio, a differenza dei nostri che sono costretti a mettere i vestiti avuti dalla Caritas e che invece del panino o della merendina a scuola portano il pane con una fetta di mortadella (quando va bene). A loro, che sono milionari, non interessa di avere fretta nel risolvere i problemi del Paese. Loro giocano e, come sciacalli, usano la nostra povertà per i loro fini politici.

[box type=”info”]Lettera ricevuta da Maurizia G. disoccupata di Milano inviata alla Redazione attraverso l’apposita pagina[/box]

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