Sfatiamo il mito delle 100.000 intercettazioni su Berlusconi

Negli ultimi giorni tutti gli esponenti della maggioranza non perdono occasione per porre l’accento sulle 100.000 intercettazioni che riguardano il Premier ordinate dalle varie procure nell’ambito delle indagini su Tarantini e su Lavitola, definendo questo numero “incredibilmente alto” e definendo le intercettazioni “illegali” in quanto riguarderebbero un Parlamentare per di più Presidente del Consiglio.

Prima di tutto le intercettazioni non sono illegali in quanto i telefoni intercettati non erano quelli del Premier ma quelli di delinquenti incalliti con i quali il Presidente del Consiglio si intratteneva, organizzava festini erotici e faceva affari di ogni tipo. Quindi Berlusconi viene intercettato perché parla con delinquenti comuni per di più già noti alle forze dell’ordine.

Ma quello che più indica la gravità del fatto e sul quale i lacchè del Premier sorvolano allegramente sono proprio le 100.000 intercettazioni dove compare Berlusconi. Come può un uomo che dovrebbe governare un grande Paese come l’Italia passare la maggioranza del suo tempo al telefono con personaggi come Lavitola e Tarantini. Come può nell’arco di poco tempo fare 100.000 telefonate a un magnaccia spacciatore di cocaina e a un faccendiere senza alcun ruolo politico che però sembra il vero Ministro degli Esteri? E’ questa la domanda che ci dovremmo porre, altro che chiederci perché si è perso tanto tempo (e risorse) per intercettare una cricca d’affari che usava lo Stato come mezzo di sfondamento.

I lacchè del Premier vogliono far passare questa storia come una colossale persecuzione contro Berlusconi quando invece, a ben guardarla, è una colossale truffa ai danni del popolo italiano portata avanti da Berlusconi e dalla sua cricca di faccendieri e spacciatori di cocaina (e magnaccia).  E se qualcuno si chiedesse il perché questo Paese è fermo ripensi a tutto il tempo passato, da chi questo Paese lo dovrebbe guidare, al telefono con questa gentaglia magari nel tentativo di risolvere beghe personali per finire poi ricattato. Quelle 100.000 telefonate intercettate (che poi non saranno nemmeno tutte) dimostrano come Berlusconi invece di pensare al Paese pensasse a se stesso e alle sue mignotte oltre che a risolvere i problemi di Tarantini e Lavitola. Se non è una truffa ai danni degli italiani questa allora cos’è?

E allora la smettano i politicanti berlusconiani di criticare chi fa il proprio dovere, cioè i magistrati, e inizino a criticare chi il suo dovere non lo fa incasinato com’è tra faccendieri e mignotte. Altro che persecuzione contro Berlusconi, qui gli unici ad essere perseguitati sono i cittadini italiani. Insomma, cari “onorevoli” berlusconiani, se vi è rimasto un minimo di dignità smettete di prendere per i fondelli gli italiani e agite da politici invece che da politicanti.

Bianca B.

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