Siamo al golpe piduista

Più di una volta abbiamo rimarcato le similitudini tra il programma della P2 e quello del Popolo delle Libertà. Ne voglio ricordare tre su tutte: 1 – controllo della magistratura 2 – controllo dei media 3 – separazione delle carriere dei magistrati.

E adesso guardate attentamente quello che sta succedendo in Italia e chiedetevi se quei tre punti del programma piduista non si stanno verificando sotto gli occhi degli italiani. Per capire bene quello che sta succedendo basterebbe ripercorrere gli ultimi giorni e rileggere le tante dichiarazioni di questo Premier sempre più smaccatamente anti-democratico e intento a prendere il controllo totale del Paese.

Ma poi non occorre andare nemmeno tanto lontano, basta rileggere i fatti di ieri, di certo la giornata in cui Berlusconi ha dato il meglio di se rispetto agli ultimi mesi (forse anni). In un sol giorno ha attaccato la magistratura definendola “eversiva” e sostenendo la necessità di imporre un controllo sulla stessa magistratura (la famosa commissione d’inchiesta), ha poi attaccato senza alcuna vergogna la scuola e i professori colpevoli di non inculcare i “valori della famiglia” (da che pulpito) e infine è arrivato ad ammettere che le leggi sul processo breve e altre leggine ad personam gli servono per evitare di andare sotto processo perché lui, parole sue, non può essere processato. Di fatto non solo ammette, come dice Di Pietro, di fare leggi per se stesso ai danni di migliaia di italiani, ma si pone a tutti gli effetti al di sopra di ogni cittadino italiano sorvolando allegramente sulla eguaglianza sancita dalla Costituzione.

Il brutto è che l’Italia non si sta accorgendo di quello che sta avvenendo, un po’ come quando Mussolini prese il potere nell’indifferenza generale. E forse questa volta è addirittura peggio perché si assiste ad una passività, popolare e istituzionale, davvero drammatica, una passività che il Rais di Arcore sta cavalcando senza remore con il vergognoso appoggio  e la complicità della Lega Nord, mai così lontana dalle sue ideologie e dal suo popolo.

Ora io mi chiedo? Possibile che il Capo dello Stato non veda quello che tutti vedono? Possibile che il Parlamento non riesca a trovare una via d’uscita a questa deriva piduista e fascista? E’ perfettamente inutile fare comparsate in TV per esternare il proprio sdegno come fanno i politici dell’opposizione, ci vuole ben altro per fermare il nuovo duce. Non sto parlando naturalmente di azioni violente, ma di azioni parlamentari concrete, di denunce e di interventi del Presidente della Repubblica, interventi che vadano oltre la semplice condanna verbale. E poi sto parlando di iniziative popolari per far capire bene al nuovo duce che gli italiani non finiranno sotto un’altra dittatura, seppure mascherata da democrazia. Se tutto ciò avverrà (in fretta), allora forse l’Italia ha qualche possibilità di rimanere un paese democratico, diversamente rassegniamoci a vivere sotto il regime berlusconiano per lungo tempo.

Bianca B.

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