Sinai: una piccola Somalia nel cuore del Medio Oriente

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La Penisola del Sinai si sta velocemente somalizzando. E’ questo che appare dagli eventi accaduti negli ultimi giorni, l’ultimo di poche ore fa quando miliziani islamici al grido di “Allahu akbar” hanno attaccato a colpi di RPG un bus che trasportava lavoratori egiziani in una fabbrica di cemento. Bilancio, tre morti e 17 feriti .

I terroristi islamici non fanno distinzione, attaccano tutti e tutto. Negli ultimi giorni hanno preferito attaccare posizioni militari egiziane ma, come dimostra l’attacco di questa mattina, non disdegnano di uccidere inermi civili in perfetto stile islamista.

Che la situazione nel Sinai stia precipitando e che la penisola stia diventando una piccola Somalia lo dimostra la preoccupazione dell’esercito egiziano e di quello israeliano. L’Egitto non controlla il Sinai dove per altro passano diversi gasdotti e oleodotti. Fonti di intelligence riferiscono che gruppi di islamisti stranieri stanno cercando in tutti i modi di raggiungere il Sinai per farne una loro base. Ieri un gruppo di terroristi di Hamas è stato sorpreso dai militari egiziani mentre tentava di entrare proprio nel Sinai.

Secondo il fonti egiziane  i militari egiziani stanno pensando a una offensiva in grande stile per riprendere il controllo della Penisola del Sinai ed eliminare i gruppi terroristi che ne hanno fatto la loro base. Per farlo però hanno bisogno di concordare il tutto con l’esercito israeliano in quanto gli accordi di pace tra Egitto e Israele prevedono che l’ingresso di mezzi blindati e di elicotteri nel Sinai debba essere approvato da Israele. Due giorni fa Israele aveva autorizzato per la prima volta l’esercito egiziano a schierare alcuni elicotteri Apache lungo il confine con Gaza tanto che il minaccioso sorvolo di un elicottero egiziano su Gaza City non era passato inosservato. Quindi si presume che Israele non farà opposizione a che l’esercito egiziano schieri mezzi blindati ed elicotteri nel Sinai con lo scopo di neutralizzare i terroristi.

Il problema è che l’esercito egiziano è impegnato nel mantenimento della sicurezza in Egitto e nel neutralizzare i nemici della rivoluzione egiziana che ha deposto Mohamed Morsi. Quindi gli analisti non escludono che a fare il lavoro sporco nel Sinai possano essere speciali unità dell’IDF, il tutto sempre in perfetta collaborazione con i generali egiziani.

Al momento, secondo fonti egiziane, nella Penisola del Sinai ci sarebbero circa 1.000 miliziani islamici divisi in diversi gruppi di diversa ideologia anche se tutti riconducibili alla ideologia qaedista. A questi vanno aggiunti i beduini, da sempre ostili sia all’Egitto che a Israele. Si sa per certo che altri miliziani islamisti stanno cercando di raggiungere il Sinai con lo scopo di trasformarlo in una piattaforma di lancio per attacchi terroristici, di trasformalo appunto in una piccola Somalia nel cuore del Medio Oriente.

Sarah F.

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