Siria: agghiacciante testimonianza di soldati siriani fuggiti in Turchia. Stupri e omicidi

E’ agghiacciate quello che emerge da alcune testimonianze fatte da soldati siriani che hanno disertato perché non volevano più sparare sui civili e sono fuggiti in Turchia per non essere ammazzati dai loro stessi commilitoni.

Secondo quanto riferiscono alcuni militari siriani alla AFP, l’esercito siriano avrebbe avuto l’ordine perentorio di sparare sui civili. Uno dei testimoni afferma che «ci avevano detto che la gente era armata. Invece quando siamo arrivati a Homs abbiamo trovato solo persone disarmate che manifestavano pacificamente. Ma ci venne ordinato di sparare loro comunque». Un altro soldato siriano racconta come i militari sono entrati dentro le case e abbiano violentato le donne davanti ai loro mariti e ai loro figli. Un terzo testimone afferma che a dirigere la repressione erano «miliziani di Hezbollah e alcuni personaggi che parlavano persiano». Questa testimonianza conferma che a dare manforte (e a dirigere) la repressione in Siria vi sono elementi del regime iraniano.

Un soldato siriano davanti alle telecamere della AFP ha affermato che «quando siamo entrati nelle case di Rastan e di Homs abbiamo aperto il fuoco su tutti. Uomini donne e bambini. Ma loro erano tutti disarmati». Un altro soldato siriano, un certo Kalaf, ha detto sempre alla AFP che in una città vicino al confine turco un militare siriano ha accoltellato alla testa una donna senza un motivo, semplicemente perché gli andava di farlo.

E poi arriva anche la conferma che a uccidere, la settimana scorsa, i poliziotti siriani nel nord ella Siria sono stati i loro colleghi che gli hanno sparato addosso perché si erano rifiutati di sparare sui civili.

Queste testimonianze filmate dovrebbero finire immediatamente sul tavolo del Procuratore del Tribunale Penale Internazionale e favorire l’incriminazione di Assad per crimini contro l’umanità. Ma temiamo che così non sarà. Come sempre si faranno le capriole per “salvaguardare” il dittatore siriano dalle legittime accuse del suo popolo. Assad non è Gheddafi.

Secondo Protocollo Israel

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