Siria: allarmante rapporto di Lakhdar Brahimi all’Onu. Il conflitto rischia di allargarsi

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Siria – Un rapporto consegnato ieri sera alle Nazioni Unite da Lakhdar Brahimi, inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba in Siria, delinea un quadro del conflitto siriano che, se possibile, è molto più drammatico di quello che si pensava.

Secondo Lakhdar Brahimi, la guerra civile in Siria sta peggiorando ulteriormente e non c’è nessuna prospettiva per una sua rapida soluzione. In sostanza Brahimi afferma che allo stato attuale delle cose nessuna delle parti in conflitto ha i mezzi per sovrastare l’altra.

Questo stato di cose crea una situazione di stallo, seppure piuttosto flessibile con città conquistate o perse dalle parti in conflitto, che favorisce l’intromissione di “attori terzi” nel conflitto siriano, attori che potrebbero portare ad un allargamento del conflitto anche ai Paesi vicini.

Lakhdar Brahimi si riferisce in particolare alla pesante infiltrazione di elementi qaedisti e salafiti nelle fila dei ribelli e al massiccio impegno di Iran ed Hezbollah al fianco di Assad e del suo regime. Queste “ingerenze esterne” impediscono di fatto al regime e ai ribelli di trattare direttamente. Non solo, rischiano di allargare il conflitto d altri Paesi in quanto gli obbiettivi strategici di Al Qaeda da un lato e di Iran ed Hezbollah dall’altro non tengono conto del bene della Siria e della sua popolazione, ma solo dei loro particolari interessi regionali.

In particolare, seppure senza mai farne il nome, Lakhdar Brahimi si riferisce all’intervento iraniano in Siria, un intervento volto unicamente a garantire a Teheran una “piattaforma di lancio” a due passi da Israele. Secondo il rapporto di Brahimi arriva proprio da Teheran il rischio più grande per un eventuale allargamento del conflitto. L’Iran nega di essere impegnato direttamente nel conflitto anche se ammette la presenza di pasdaran nell’area, ma recenti rapporti di intelligence parlano di una massiccia presenza iraniana in Siria, una presenza più legata ad un eventuale conflitto con Israele che ad una reale volontà di intervento al fianco di Assad.

Durante la sua audizione di fronte al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, Lakhdar Brahimi ha chiesto a Russia e Cina di prendere il coraggio e di spingere Assad a trattare con i ribelli se si vuole eliminare il rischio di una regionalizzazione del conflitto.

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