Siria: continuo arrivo di aerei russi. E’ confusione totale

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Almeno tre aerei russi sono atterrati in Siria nelle ultime ore. Lo riferiscono fonti americane preoccupate del considerevole aumento del supporto russo al regime di Damasco. Due degli aerei erano i giganteschi Antonov-124 da trasporto e uno era un aereo passeggeri. Non è chiaro cosa trasportassero ma gli esperti americani sentiti dalla AFP ritengono che trasportassero materiale logistico e personale per la nuova base che sta sorgendo nei pressi di Damasco.

«I russi hanno installato decine di unità abitative nei pressi dell’aeroporto di Damasco» ha detto un funzionario americano alla AFP «abbastanza per ospitare centinaia di uomini. Tutto ciò fa pensare che la Russia voglia installare una specie di hub operativo nell’aeroporto di Damasco».

A Washington sono molto preoccupati dei segnali che arrivano da Mosca che indicano un coinvolgimento diretto della Russia al fianco del dittatore siriano, Bashar al-Assad. «Un sostegno della Russia al regime siriano sarebbe potenzialmente destabilizzante per tutta la regione» ha detto ieri sera il portavoce del Pentagono, Peter Cook, durante una conferenza stampa.

Israele si coordina con la Russia?

A Gerusalemme stanno valutando il sistema per gestire nel miglior modo possibile il conflitto siriano e l’aumento degli uomini di Hezbollah e delle Guardie della Rivoluzione iraniana nel Golan senza però andare a scontrarsi con la Russia. Molto preoccupato di è detto Ram Ben-Barak, direttore generale del Ministero della intelligence di Israele, il quel ammette che l’ingresso russo nel conflitto siriano complica di molto i piani di Israele per quanto riguarda il Golan. «E’ possibile che si debbano riesaminare le regole di ingaggio delle nostre truppe sul Golan» ha detto Ram Ben-Barak alla Reuters. Israele ha colpito diverse volte obbiettivi di Hezbollah in Siria e a Gerusalemme si sta studiando l’eventualità di creare una zona cuscinetto sul Golan. Ma con l’entrata in scena della Russia il pericolo che gli aerei israeliani si scontrino con quelli russi è notevolmente aumentato e di questo se ne potrebbero giovare gli iraniani e i terroristi di Hezbollah. Serve quindi un coordinamento tra Israele e Russia per fare in modo che gli interessi dei due Paesi non si scontrino. In questo contesto potrebbe rientrare la vendita di 10 droni da spionaggio da Israele alla Russia.

Tutti contro tutti e nessun coordinamento

Nel frattempo i cieli siriani vengono percorsi da chiunque decida di partecipare al conflitto. Ieri aerei australiani hanno attaccato obbiettivi dello Stato Islamico. Sempre ieri sono iniziati di voli degli aerei francesi mentre la Gran Bretagna ha annunciato che presto anche suoi aerei entreranno in azione. Gli obbiettivi non sono chiari, non si capisce cioè se si vuole solo attaccare lo Stato Islamico o si vuole anche la caduta di Assad. Nel primo caso gli obbiettivi occidentali e russi collimerebbero, nel secondo caso invece gli occidentali potrebbero scontrarsi frontalmente con la Russia che invece intende salvaguardare il regime di Assad. E’ una sorta di tutti contro tutti che, se possibile, peggiora ulteriormente la situazione siriana. E poi c’è la Turchia che sembra più intenzionata a combattere i curdi e ad abbattere Assad piuttosto che bombardare lo Stato Islamico. Senza alcun coordinamento non si sa come potrà evolvere il conflitto siriano anche tenendo conto dell’incognita iraniana che difficilmente rinuncerà a togliere gli scarponi dal Golan e che veramente potrebbe spingere Israele a un intervento. Tutto è in evoluzione e mai come ora è difficile fare una analisi precisa della situazione in Siria. L’unica cosa certa è la quasi totale mancanza della presenza americana nei giochi mediorientali, ennesima prova della cattiva politica estera di Obama.

Scritto da Adrian Niscemi

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