Siria: dietrofront di Mosca. Consegnerà i missili S-300. Reazioni in Israele

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Dopo che nei giorni scorsi la Russia aveva fatto intendere che non avrebbe consegnato i missili antiaerei S-300 alla Siria, ieri è arrivato il dietrofront di Mosca. I missili verranno regolarmente consegnati ad Assad. Immediate le reazioni dagli Stati Uniti e da Israele.

La decisione della Russia è arrivata dopo che alcuni Paesi Europei (gran Bretagna e Francia) hanno deciso di togliere l’embargo sulle armi che l’Unione Europea aveva imposto ai ribelli siriani anche se si sono impegnati a non consegnare armi prima di agosto. Da Mosca hanno fatto subito sapere che la decisione di congelare la consegna dei missili S-300 alla Siria sarebbe stata revocata e che la Russia avrebbe provveduto al più presto alla consegna. I russi temono che l’occidente imponga una no fly zone sui cieli della Siria e i missili S-300 sarebbero un enorme deterrente.

Durissima la reazione di Israele alla decisione di Mosca. Il Ministro della Difesa Israeliano, Moshe Ya’alon, pur confermando che ancora i missili S-300 non sono partiti, ha detto che “i missili russi sono una seria minaccia per Israele” aggiungendo che “nel caso in cui Mosca decidesse di consegnare gli S-300 alla Siria, Israele saprà cosa fare”. Quella di Moshe Ya’alon è una dichiarazione che non lascia adito a tanti dubbi: “Israele è pronto a intervenire con bombardamenti mirati se gli S-300 saranno consegnati alla Siria”.

Nel frattempo continua ad aumentare la tensione in Libano, tensione legata al conflitto siriano. Ieri mattina uomini armati hanno ucciso tre militari libanesi nella cittadina di Arsal, lungo il confine con la Siria. Secondo diversi testimoni gli uomini sarebbero stati vestiti di nero e quindi si tratterebbe di milizie salafite operanti in Siria. Il Libano è sempre più coinvolto nella guerra in Siria dopo che Hezbollah ha deciso di uscire allo scoperto nel suo appoggio armato ad Assad. La decisione di Hezbollah è sfociata in una vera e propria battaglia tra miliziani sunniti e sciiti nella città di Tripoli, mentre gli scontri in Siria si avvicinano sempre di più ai confini con il Libano.

Sarah F.

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