Siria: ennesimo venerdì di sangue. Un settimana piena di attacchi contro i civili

Le forze armate siriane fedeli al dittatore Bashar al-Assad hanno compiuto questa mattina un raid preventivo su alcune città sunnite lungo il confine con il Libano. Secondo fonti locali ci sarebbero stati almeno 19 morti tra i quali una donna e un bambino. Decine i feriti.

Questa è stata una delle settimane più dure per gli oppositori di Bashar al-Assad. Fonti della resistenza siriana informano che negli ultimi giorni le forze di sicurezza siriane hanno intensificato gli attacchi contro le città ribelli, in particolare quelle lungo il confine con la Turchia, accusate dal regime di coprire la fuga dei ribelli.

E poi le altre città colpite durante la settimana. Undici civili morti e decine di feriti durante l’operazione dei macellai siriani effettuata nella città di Qusair, 135 km (85 miglia) a nord di Damasco. Cinque civili morti tra i quali un vecchio e un bambino di sette anni nei pressi della città di Homs. Ad est si intensificano gli attacchi contro la città di Deir al-Zor dove vengono usati i carri armati contro i civili inermi e dove ieri sono stati uccisi almeno quattro civili. Una quindicina di carri armati hanno accerchiato la cittadina di Saraqeb.

Intanto anche oggi milioni di persone sono scese in strada dopo la preghiera del venerdì per chiedere le dimissioni di Assad. In molte località si segnalano attacchi da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti.

Secondo fonti governative riprese dalla Reuters, da ieri i carri armati avrebbero abbandonato la città di Hama in quanto la città sarebbe “bonificata” dai ribelli. In effetti fonti della resistenza segnalano anche oggi attacchi da parte dei carri armati del macellaio Assad contro i civili e contro alcune moschee.

Nota a margine: sarebbe interessante che quel Simone Santini che va rilasciando interviste alla IRIB sostenendo che in qualche modo le notizie provenienti dalla Siria sarebbero “taroccate”, andasse ad Hama a vedere cosa succede invece di sparare cazzate con gli iraniani complici del macellaio di Damasco.

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