Siria: il bluff di Assad sui missili S-300

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In una intervista rilasciata ieri alla TV libanese legata a Hezbollah, Al Manar , il dittatore siriano, Bashar Al-Assad, ha affermato che la Russia avrebbe già consegnato un primo lotto di missili antiaerei S-300 alla Siria. La notizia ha fatto in breve il giro del mondo allarmando tutte le cancellerie occidentali. Peccato che non sia vero.

Ad escludere in maniera categorica che i missili S-300 siano stati già consegnati alla Siria sono i servizi segreti israeliani i quali stanno monitorando con attenzione tutto quello che avviene sul suolo siriano e siccome le batterie di S-300 non sono certo così facili da nascondere dato che hanno una certa mole, escludono assolutamente che ciò sia avvenuto. Non solo, secondo fonti dell’esercito israeliano, gli eventuali missili S-300 che dovessero eventualmente arrivare alla Siria sarebbero distrutti prima di diventare operativi dato che la loro messa in opera non è contestuale al loro dispiegamento ma necessita di tempo.

Secondo un analista del Mossad l’intervista ad Assad trasmessa da Al Manar  è stata concepita per essere trasmessa in Libano e in Siria al solo scopo di ridare fiducia ai propri miliziani e a quelli di Hezbollah. Sarebbe insomma un episodio di mera propaganda che tutt’al più dimostra la debolezza di Assad e il suo timore di essere bombardato nuovamente dagli aerei israeliani. Ma siccome con le tecnologie di intelligence di cui dispone Israele è difficile portare avanti un bluff del genere, il trucchetto è durato solo poche ore.

A confermare parzialmente (e indirettamente) che i missili S-300 non sono stati ancora consegnati alla Siria è stato lo stesso Cremlino che ieri sera ha avvisato che i missili saranno installati da tecnici russi e che quindi “se qualcuno pensasse di distruggerli prima che diventino operativi potrebbe colpire cittadini russi”. Il messaggio era chiaramente diretto a Gerusalemme che poche ore prima aveva minacciato di distruggere le batterie di S-300 prima che diventassero operative, ma conferma anche che ancora i missili non ci sono in Siria in quanto lo stesso Cremlino ammette che i tecnici russi non sono in Siria.

Insomma, siamo di fronte a un bluff di Assad dettato più dalla paura e dalla necessità di rincuorare i suoi miliziani, piuttosto che di fronte a una vera e propria minaccia. Almeno per ora.

Sarah F.

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