Siria – Israele, altissima tensione. Il quadro della situazione

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E’ altissima la tensione tra Israele e Siria dopo l’attacco avvenuto nella notte di domenica a un deposito di missili iraniani vicino a Damasco. Ieri sera il Governo israeliano si è riunito per valutare la situazione nel nord del Paese dopo che fonti di intelligence avevano segnalato un significativo aumento delle attività di Hezbollah.

Il Governo israeliano ha deciso il posizionamento di altre due batterie di missili anti-missile (Iron Dome) e il rafforzamento delle truppe di terra. Decisa anche la chiusura dello spazio aereo civile almeno fino a giovedì. Tuttavia il Governo israeliano ostenta calma e annuncia che l’attività diplomatica e politica prosegue normalmente.

Ma è innegabile che la tensione tra Israele e Siria è altissima. Ieri Damasco ha parlato di “dichiarazione di guerra” da parte di Israele e ha annunciato che “reagirà nei modi e nei tempi dovuti”. Più che azioni militari si temono atti di terrorismo da parte di Hezbollah. Per questo motivo le misure di protezione delle sedi diplomatiche e dei punti sensibili (scuole ebraiche, centri culturali e centri di ritrovo) sono state aumentate in tutto il mondo. Tuona anche l’Iran che chiede ai Paesi della regione di prendere misure contro Israele.

Paradossalmente, come ci aspettavamo, ha scatenato più reazioni questo attacco che i 90.000 morti in Siria in due anni di guerra civile. Un vero e proprio festival dell’ipocrisia che ha toccato trasversalmente sia i nemici storici di Israele che la stampa pennivendola occidentale. Complottisti addirittura scatenati con affermazioni surreali come quella che Israele sarebbe dietro alla rivolta in Siria. Sostegno a Israele è arrivato invece dai Governi occidentali i quali hanno affermato che “Israele ha tutto il diritto di difendersi”. Reazioni a favore di Israele anche dagli USA con il Presidente Obama che ha confermato che l’obbiettivo dei caccia israeliani era la consegna di missili iraniani a Hezbollah e che “Israele non può permettere che questo avvenga”. Critico verso il Presidente USA il Senatore John McCain che ha affermato che “Israele sta facendo il lavoro sporco che dovrebbero fare gli Stati Uniti” e che “la linea rossa tracciata da Obama per la Siria è stata fatta con l’inchiostro simpatico, ora si vede e ora no”.

Gli obbiettivi centrati e distrutti nel raid

Ma quali erano gli obbiettivi dei caccia israeliani? Secondo quello che si è appreso sarebbero stati missili iraniani di tipo Fateh 110 destinati a essere consegnati a Hezbollah. I missili Fateh 110 sono armi molto precise prodotte in Iran. In grado di colpire con una certa precisioni obbiettivi posti a 300 Km dal punto di lancio, possono trasportare testate con 250 Kg di esplosivo. Prodotto sin dal 2001 nel corso degli anni ha subito diversi aggiornamenti che lo hanno portato da un iniziale raggio operativo di 170 Km a quello attuale che è quasi raddoppiato. In mano a Hezbollah sarebbero stati un enorme pericolo per Israele.  Fonti di intelligence israeliani hanno affermato che un certo numero di terroristi di Hezbollah si sarebbe recato in Iran nei mesi scorsi per addestrarsi al lancio di questi missili. La versione siriana di questi missili si chiama M-600 ed è stata aggiornata di recente. Alcuni M-600 sarebbero già i mano a Hezbollah ma non si conosce il numero preciso. Questo tipo di missile è molto pericoloso anche perché è difficile da individuare a terra (le rampe di lancio sono di piccole dimensioni) e anche in aria non è facilmente individuabile grazie a un sistema di correzione di rotta formato da due piccole alette che si trovano sulla testa del missile. Israele non poteva davvero permettere che arrivassero a Hezbollah.

La situazione sul campo

Come detto la tensione è altissima. Questa notte la stazione televisiva libanese, Almayadeen TV (collegata a Hezbollah), ha detto di aver appreso da fonti siriane che il Governo di Damasco avrebbe autorizzato milizie palestinesi a operare nelle Alture del Golan con lo scopo di portare attacchi terroristici contro Israele. Le stesse fonti hanno affermato che alcune batterie di missili sarebbero state spostate dal regime siriano a ridosso del confine con Israele. Movimenti di truppe di Hezbollah vengono segnalati a sud del fiume Litani nel totale disinteresse di UNIFIL. Come detto Israele ha rafforzato l’impianto difensivo lungo il confine nord e non è escluso che nelle prossime ore venga ulteriormente rafforzato. Il timore maggiore è proprio quello di attacchi terroristici provenienti dal Golan e dal sud del Libano.

Sharon Levi

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