Siria: la Turchia alza il tiro. Teheran protesta e minaccia

La notte scorsa l’aviazione turca ha costretto un aereo di linea siriano proveniente da Mosca ad atterrare nell’aeroporto di Ankara. La ragione, secondo fonti turche, sarebbe stata che c’era il forte sospetto che l’aereo civile trasportava armi russe destinate all’esercito di Assad.

Al momento si sa che l’aereo è stato fatto ripartire verso Damasco ma che dalla sua stiva sarebbero state scaricate diverse casse che, in base ad indiscrezioni, contenevano sistemi d’arma elettronica probabilmente per la guida di missili.

La Turchia ha fatto sapere che controllerà tutti i voli provenienti da Paesi sospettati di sostenere il regime di Damasco e diretti verso la Siria che sorvolino lo spazio aereo turco. Ankara ha poi lanciato un ammonimento all’Iraq che, secondo le ultime informazioni, permetterebbe agli aerei iraniani carichi di armi per l’esercito siriano, di sorvolare il proprio spazio aereo.  I turchi hanno detto chiaramente che potrebbero intervenire oltre il loro spazio aereo per impedire che armi e uomini arrivino dall’Iran in Siria. “La Turchia è determinata a porre fine a qualsiasi trasferimento di armi al governo siriano attraverso il suo spazio aereo e quello confinante” ha detto il Ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu,  questa mattina alludendo chiaramente allo spazio aereo iracheno.

Immediate le proteste da Teheran che ha fatto sapere che considererà qualsiasi azione contro aerei civili iraniani “una atto ostile” e che “reagirà nei modi più opportuni”.

Intanto la Turchia continua ad ammassare truppe lungo i 900 Km di confine con la Siria. Ieri circolavano voci che anche la NATO aveva incrementato il numero di aerei nella base di Dyarbakir in previsione di una escalation tra la Turchia e la Siria.

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