Siria: messaggio da Gerusalemme

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Ieri caccia israeliani hanno bombardato un convoglio di armi diretto verso il Libano il quale presumibilmente stava trasferendo sistemi d’arma e altro ad Hezbollah. La Siria invece sostiene che i caccia israeliani avrebbero bombardato un “centro di ricerca” che in molti individuano come deposito di armi chimiche.

In realtà non si esclude che i caccia con la Stella di David abbiano colpito ambedue gli obbiettivi, il primo a pochi Km dal confine con il Libano, il secondo nei pressi di Damasco. Tuttavia non è possibile al momento avere alcuna conferma dal comando militare israeliano.

A parte la cronaca dell’ipotetico bombardamento, il fatto saliente è il messaggio che Gerusalemme ha lanciato al regime di Bashar al-Assad: non cercate di trasferire armi ad Hezbollah. Israele aveva avvertito mesi fa che il tentativo da parte siriana di trasferire sistemi d’arma (antiaerei SA-17, antinave e missili terra-terra) e armi chimiche verso il gruppo terrorista libanese avrebbe automaticamente comportato l’intervento militare israeliano. Da mesi i satelliti monitorano ogni spostamento specie dei depositi di armi chimiche. Ieri, quando è apparso evidente che tali armi stavano andando verso il confine con il Libano, è stato deciso di intervenire.

Piuttosto fiacca la reazione del regime di Damasco mentre non si sa niente di eventuali reazioni da Teheran che solo due giorni fa aveva ammonito che “un attacco alla Siria sarebbe stato considerato un attacco all’Iran”. Le agenzie iraniane a tutto ieri sera tacevano completamente sull’accaduto, un po’ come succede quando si viene presi con le mani nella marmellata.

Qualche analista internazionale più fantasioso degli altri ieri sera ha parlato di “evoluzione del conflitto siriano” con riferimento all’intervento israeliano. In realtà non c’è stata alcuna evoluzione del conflitto siriano. Israele ha fatto quello che doveva fare per salvaguardare la propria sicurezza. Ha colpito in maniera mirata solo quello che voleva colpire. Per Gerusalemme quello che avviene in Siria è importante solo se collegato alla sua sicurezza.

Il Comando Militare Nord dell’esercito israeliano ha elevato da ieri sera il livello di allarme lungo tutto il confine nord, non solo per possibili rappresaglie di tipo terroristico da parte di Hezbollah, ma anche  per eventuali attacchi provenienti dalla Siria.

Sharon Levi

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