Siria: serve una guerra per eliminare Assad

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In Siria la situazione è certamente confusa, non si sa chi sia l’opposizione e le infiltrazioni terroristiche tra i ribelli sono certamente importanti tanto che in molti analisti prevale l’idea del “male minore” che in qualche modo avvalla la presenza di Assad sostenendo che Al Qaeda sia peggio del macellaio di Damasco.

Su questo io non sono molto d’accordo nemmeno con molti dei miei colleghi, forse più pragmatici di me. Ma credo che il rapporto diffuso ieri dalle Nazioni Unite – lo trovate qui – dimostri in maniera incontestabile che Bashar al-Assad è un criminale di guerra, anche se gli ispettori delle Nazioni Unite non ammettono implicitamente che sia stato il macellaio di Damasco a ordinare il bombardamento chimico del quartiere di Ghouta, sobborgo di Damasco. Tuttavia il rapporto parla chiaro e sostiene che solo un esercito avrebbe potuto organizzare un tale bombardamento. E per favore, i sostenitori di Assad evitino di dire che anche i ribelli hanno le capacità tecniche di armare un missile con il Sarin, perché mentono sapendo di mentire. Quei 350 litri di Sarin sono stati lanciati dall’esercito siriano – magari aiutati dagli iraniani – su ordine preciso di Bashar al-Assad. Punto, non c’è niente da contestare a meno che non si voglia insultare le intelligenze di chi abbia un minimo di coscienza.

Questo dato di fatto apre una discussione che per troppo tempo è stata sepolta dalla indifferenza occidentale di fronte ai massacri di Assad che in poco più di due anni ha sterminato oltre 100.000 persone, quello del deferimento del macellaio di Damasco alla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità.

Questa volta la comunità internazionale non può chiudere gli occhi senza passare da complice di Assad. Questa volta non ci può girare dall’altra parte come è avvenuto tante volte in passato. Non si può sottostare ai diktat di Russia e Cina solo perché Assad gli fa comodo. In Siria bisogna intervenire militarmente e bisogna farlo subito, ma non come vuole fare quel codardo di Obama, bisogna farlo in maniera forte e incisiva per fare in modo che Assad non venga sostituito dagli altri macellai di Al Qaeda. E per farlo occorrono truppe di terra. Limitarsi a lanciare qualche missiletto è semplicemente ridicolo e si rischia davvero di lasciare una via di fuga al criminale internazionale Bashar al-Assad e nel contempo di consegnare la Siria ai terroristi islamici. Sono due ipotesi impensabili.

E per favore, non mi si venga a fare il ragionamento che così facendo si rischia di incendiare tutto il Medio Oriente perché è una scusa ridicola. Il Medio Oriente è molto più in pericolo con uno come Assad che non ci pensa un secondo a gazare il suo popolo, figuriamoci a gazare chi considera nemico.

Se a Washington ci fosse un Uomo con la U maiuscola a quest’ora Assad non sarebbe più un problema, ma siccome alla Casa Bianca c’è una mammoletta il mondo deve piegarsi ai pruriti di stampo sovietico di Putin e agli interessi di Cina e Iran, deve accettare da oltre due anni una strage infinita e adesso dovrebbe avvallare l’uso di armi di distruzione di massa perché, parliamoci chiaro, lasciare Assad al suo posto significherebbe avvallare il suo operato. E se lo si fa con Assad lo si rifarà con l’Iran che si sta dotando di armi atomiche.

Dite quello che volete, datemi della guerrafondaia, ma il mondo non può permettere che Assad la faccia franca perché il messaggio che si lancerebbe sarebbe devastante. Ma Assad non si elimina con le parole di condanna, con le dichiarazioni di intento, con la diplomazia o con qualche missile sparato sui suoi depositi chimici. Per abbattere Assad serve una guerra, una vera guerra, mai umanitaria e preventiva come stavolta. A volte – spesso – per difendere i Diritti e la Democrazia dai criminali internazionali come Assad servono le armi, tutto il resto è ipocrisia pacivendola.

Miriam Bolaffi

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