Soviet Lega. Il caso di Varese specchio della debolezza di un Bossi ricattato

«Sembra di essere nella vecchia Unione Sovietica. Questo non è un congresso, questo è un soviet». A dirlo ieri, al termine del congresso leghista di Varese è stato un dirigente leghista dopo che Bossi ha imposto l’elezione di Maurilio Canto alla segreteria della Lega di Varese.

I maroniani sono stati epurati con un Golpe in perfetto stile sovietico e nella culla della Lega Lombarda è stato imposto un uomo vicino al capogruppo leghista alla Camera, Reguzzoni, come dire uomo del “cerchio magico”. Solo che questa volta la base non è stata in silenzio e ha reagito a questa prepotenza urlando e inveendo contro Bossi, nonostante tutti (Maroni compreso) cercassero di gettare acqua sul fuoco. «Bossi ha perso autorevolezza e governa con l’autorità» dice un dirigente leghista che fa parte del consiglio provinciale.

Chissà, sarà perché il grande amico del Senatur, Silvio Berlusconi, è andato proprio a Mosca a prendere consigli su come zittire la stampa ed epurare i dissidenti, che Bossi ha deciso di adottare la “linea Soviet”. Si vede che  due si sono sentiti per telefono e, dopo che Silvio ha chiesto a Umberto di ribadire la fedeltà al padrone, come un bravo cagnolino, ha anche consigliato il “fido Bossi” su come poteva fare per risolvere la bega di Varese.  Missione compiuta. Prima Fido, pardon Bossi, ha imposto il suo uomo andando contro quasi tutta la base, poi nell’uscire dal catino di Varese ha ribadito la sua brava fedeltà al padrone. E vai così. Tanto finché ci si attacca al finto federalismo dettato da Berlusconi, il fido Bossi ha qualche argomento da dare in pasto ai creduloni. Ma in tanti stanno aprendo gli occhi e iniziano a dire basta.

Oggettivamente mi sto chiedendo cosa stia aspettando Maroni a fare quello che va fatto. Sono convinta (straconvinta) che potrebbe puntare a far il premier con l’appoggio di destra e centristi per portare fino alla fine questa legislatura senza avere il fardello di Berlusconi e di un Bossi ricattato dal rais di Arcore, perché ormai che il leader del Carroccio sia ricattato è evidente anche ai ciechi.

Carlotta Visentin

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