Spari a Montecitorio: il meccanismo e la molla

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Difficile, davvero difficile, parlare di quanto successo ieri in Piazza Montecitorio senza rischiare di scadere nella retorica più bassa e bieca. Noi non amiamo di sicuro Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle (ci sono decine di articoli a provarlo), tuttavia riteniamo che scaricare totalmente la responsabilità di quel gesto sul partito di Grillo e Casaleggio sia non solo un errore ma una vera e propria ingiustizia.

Siamo d’accordo con chi dice che i toni portati all’eccesso, come spesso fa Grillo, siano una molla pericolosa, ma una molla non fa un meccanismo che è cosa ben più complessa. E quando una persona arriva a sparare non basta una molla (per quanto importante sia) a fargli prendere quella decisione, serve un intero meccanismo. E se proprio vogliamo essere onesti fino in fondo non possiamo dare la colpa a Grillo e al Movimento 5 Stelle di aver attivato quel meccanismo.

Quanti errori ha fatto la politica italiana fino ad oggi? Non sto facendo distinzioni di colore, di partito o di qualsiasi tipo. Sto parlando indistintamente di tutta la politica. Sono quegli errori, dolosi o colposi, ad aver attivato quel meccanismo che ha portato un poveretto a darsi a fuoco davanti a Montecitorio qualche settimana fa. Sono quegli errori che ogni giorno spingono tante persone a togliersi la vita. Non sono stati il Movimento 5 Stelle o Grillo, che sono appena arrivati, ad aver attivato quel meccanismo.

Se c’è una cosa che al limite si può rimproverare a Grillo e al Movimento 5 Stelle è quella di aver fatto sciacallaggio politico sulla disperazione della gente e di attivare periodicamente quelle molle che poi fanno scattare il meccanismo suddetto. Ma di colpe, a parte questa, non ne hanno di altre. Oltretutto sono talmente incapaci di proporre qualcosa di concreto che non c’è nemmeno il rischio che sbaglino innescando così (non volendo) il meccanismo.

Detto questo, per quel poco che si sa dell’attentatore di ieri, sarebbe una persona non disturbata mentalmente, uno che avrebbe contratto un sacco di debiti a causa del gioco d’azzardo. Quindi, nella sua disgrazia c’entrano poco sia la politica (e i suoi errori) che Grillo e il M5S. Insomma, uno che non sapendo con chi prendersela se l’è presa con due poveri carabinieri che avevano il solo torto di difendere le istituzioni. Solo che è impossibile non prenderlo ad esempio di quello che realmente potrebbe succedere se una pistola finisse in mano a un disperato vero.

Per questo se vogliamo lanciare un appello a Grillo affinché abbassi i toni, dobbiamo anche lanciare un appello al nuovo Governo e a tutta la politica affinché faccia qualcosa di veramente concreto per il Paese. E’ sbagliato (sbagliatissimo) esacerbare gli animi per tornaconto politico come fa Grillo, ma è altrettanto sbagliato non fare quelle cose necessarie a portare il paese fuori dalla palude della crisi economica. Ieri a sparare è stato un disgraziato che probabilmente si è rovinato da solo, ma domani potrebbe essere un disperato vero, magari messo su ad arte da qualcuno, a farlo. Dobbiamo evitarlo.

Tralascio volontariamente di citare le tante dichiarazioni oscene da parte di alcuni politici e di personaggi del Movimento 5 Stelle (o vicini ad esso come Marco Travaglio) perché mi sembra sbagliato fare sciacallaggio su queste cose solo per qualche voto in più o per qualche click in più, vorrei solo ricordare a tutti qual è la situazione italiana e che è arrivato il momento di abbassare i toni e di far muovere i neuroni.

Bianca B.

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