Strage negli USA: ci siamo messi il nemico in casa ed ecco il risultato

Quattro militari uccisi e diversi feriti. E’ questo il tragico bilancio dell’ultimo atto di terrorismo islamico compiuto da un cosiddetto “lupo solitario”, un terrorista improvvisato fanatico seguace dello Stato Islamico e della sua politica stragista.

Mohammod Youssuf AbdulAzeezSi chiamava Mohammod Youssuf AbdulAzeez, il cittadino americano nato in Kuwait che ha ucciso i quattro militari americani prima di essere abbattuto dalla polizia. Poco prima del suo attacco sembra che avesse scritto su Twitter frasi contro gli Stati Uniti e di stima per lo Stato Islamico ma ora il suo account sul social network sembra irraggiungibile. E’ l’ennesimo caso di “musulmano integrato” che aderisce al ISIS e alla ideologia stragista islamica.

Non era nella lista dei sospetti dell’FBI e ora ci si domanda quanti siano i potenziali terroristi islamici che aderiscono allo Stato Islamico ma che non si muovono alla luce del sole tanto da essere segnalati. E la domanda non riguarda solo gli Stati Uniti ma tutto il mondo libero perché se c’è una cosa certa è che il permessivismo occidentale e la nostra democrazia vengono usate come armi per infiltrare la nostra società e colpirci dall’interno. Ci siamo messi il nemico in casa e lo abbiamo fatto noi stessi senza nemmeno tanto sforzo da parte dell’estremismo islamico.

Oggi i media faranno di tutto per minimizzare l’accaduto, per dire che l’Islam non c’entra nulla e per non lanciare allarmi sui lupi solitari e sugli aderenti occidentali allo Stato Islamico, ma questo ennesima strage negli USA deve farci veramente alzare le antenne, non tanto per il rischio che corre la nostra società in merito ai lupi solitari, un rischio reale e concreto, quanto piuttosto per la nostra assurda politica di inclusione (o di accoglienza, come la chiamano i radical chic) che continua imperterrita nonostante il rischio aumenti giorno dopo giorno.

La nostra società è incompatibile con l’islam, i motivi sono stati spiegati in più di una occasione, e fino a quando non si ammetterà questo dato di fatto non si potrà studiare una strategia adeguata per combattere il terrorismo islamico casalingo, quello che abbiamo in casa nostra, quello che ci siamo messi in casa. Per esempio, fino a quando non metteremo sotto controllo le banche islamiche che usano lo Zakat per finanziare il terrorismo islamico non potremo combattere adeguatamente il fenomeno. Sono i cosiddetti musulmani integrati a finanziare il terrorismo e a fornire mano d’opera allo Stato Islamico e al terrorismo. Non possiamo più girarci dall’altra parte, questo è un problema che dobbiamo affrontare a costo di scontrarci con la nostra stessa idea di libertà e democrazia perché sono proprio questi elementi a mettere in pericolo la nostra libertà.

Scritto da Carlotta Visentin

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