Stupro in guerra paragonabile alle armi chimiche

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Lo stupro in guerra è distruttivo quanto lo sono le armi chimiche. A dirlo alla vasta platea internazionale intervenuta ieri al “global summit on sexual violence in conflict” è stata una dottoressa congolese, Denis Mukwege, che ha raccontato delle decine di migliaia di donne congolesi stuprate durante i conflitti che hanno insanguinato il Congo.

Denis Mukwege gestisce un ospedale dedicato alle vittime di stupri nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo e di vittime ne ha viste davvero a migliaia tanto da arrivare a dire che la parola “stupro” è riduttiva rispetto al peso che ha la violenza sessuale nei teatri di conflitto. «La violenza sessuale non è solo un atto sessuale senza consenso – ha detto la Mukwege agli intervenuti, tra i quali Angelina Jolie e David Cameron – ma è un atto distruttivo che si traduce nella negazione della altrui umanità, un atto volontario e deliberato non solo per distruggere la singola persona ma tutta la comunità».

Sono più di 500.000 le donne violentate in Congo tanto che un alto rappresentante dell’Onu è arrivato a dire che «il Congo è la capitale mondiale dello stupro».

Durante la conferenza è emerso che lo stupro nei teatri di conflitto non è una cosa casuale ma che spesso viene pianificato con cinismo proprio allo scopo di sconvolgere le comunità e l’apparato sociale. E sempre più spesso le vittime di stupro sono poco più che bambine. La violenza sessuale pianificata viene effettuata davanti all’uomo (marito o padre) affinché questi, sconvolto dalla vergogna, se ne vada e la famiglia venga distrutta. Non è quindi solo un problema di “violenza sessuale” ma è una vera e propria arma di distruzione di massa.

E non sono esenti nemmeno i maschi dalla violenza sessuale come emerge chiaramente da una ricerca fatta da alcune ONG inglesi sul fenomeno della violenza sessuale nei teatri di conflitto.

I racconti fatti ieri da Denis Mukwege hanno letteralmente sconvolto la platea intervenuta al global summit on sexual violence in conflict e sembra che abbiano lasciato il segno se è vero che il Segretario Generale dell’Onu in persona si è impegnato a presentare una risoluzione al Consiglio di Sicurezza per equiparare lo stupro in guerra alle armi di distruzione di massa. Francamente non è che ci fidiamo tanto di questi impegni estemporanei, ma crediamo che finalmente ieri sia stato aperto uno squarcio nella indifferenza globale a questo che è un problema davvero globale.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Aurora Gonzales

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